Finanza & Mercati

Mediaset, in assemblea passa il cda «blindato». No dei…

media

Mediaset, in assemblea passa il cda «blindato». No dei fondi, assente Vivendi

Il regalo di Natale per Mediaset è la trincea «Anti-Vivendi». Silvio Berlusconi alza uno scudo di governance, sottoforma di nuovo statuto, contro l’ex amico , oggi «rivale», Vincent Bollorè. La tv dell’ex premier avrà un consiglio di amministrazine blindato, dove Fininvest avrà una salda presa e una forte maggioranza di rappresentanti. Così Vivendi, il colosso francese guidato da Bollorè, che proprio lo scorso Natale tentò di scalare l’impero del Biscione, viene di fatto sterilizzato: pur avendo un 29,9% del capitale di Mediaset (ma solo un 10% di diritti di voto), avrà in ogni caso una minoranza di consiglieri nel board. Col vecchio statuto, invece, Vivendi avrebbe addirittura potuto puntare al «ribaltone».

Stamattina in assemblea è stata ha approvato a larga maggioranza le modifiche allo statuto, proposte da Fininvest, riformando le modalità di nomina del consiglio di amministrazione. Era presente il 49,8% del capitale sociale. Il grande assente- come già anticipato da rumors - è stato il socio «ingombrante» Vivendi. In particolare, il primo punto all'ordine del giorno, quello relativo alla modifica del numero dei consiglieri, alla possibilità per il cda di indicare una sua lista per il rinnovo del consiglio e alla modifica del meccanismo di nomina del cda è stato approvato con il voto favorevole dell'89,59% del capitale. Le altre modifiche sono state approvate rispettivamente con il 99,9% (secondo punto all'ordine del giorno) e 91,27% (terzo punto). Le modifiche troveranno pertanto applicazione in occasione del prossimo rinnovo del cda previsto nella assemblea che approverà il bilancio 2017.

Il no del fondo Amber

Con i francesi che hanno dato forfait, la voce delle minoranze è stata rappresentata dal fondo Amber, noto attivista di Piazza Affari che in passato si è distinto per le sue battaglie su Parmalat, Impregilo e Save. «Siamo contrari alle modifiche statutarie proposte, perché a nostro avviso hanno un impatto negativo sulla societa' stessa e sui diritti degli azionisti di minoranza» ha commentato Arturo Albano, proconsole in Italia di Amber, socia di Mediaset con il 2,5%.

«Non possiamo accettare che la presenza e la condotta di Vivendi - dopo essere già state usate per giustificare risultati finanziari deludenti, a nostro avviso imputabili ad una gestione non adeguata della società - diventino oggi la scusa per introdurre una poison pill mascherata che danneggia irrimediabilmente le prerogative degli azionisti di minoranza, riducendo il numero di amministratori che gli stessi potranno eleggere». Albano ha in particolare sottolineato la contrarietà alla possibilità che il cda uscente possa presentare una propria lista di candidati per il rinnovo del board. L'unica modifica giudicata positivamente da Amber è la riduzione del numero dei consiglieri anche se il fondo esprime rammarico per la mancata introduzione di un limite di età per i consiglieri e di un tetto al numero di mandati per la permanenza in consiglio.

Festeggia Piazza Affari

La delusione delle minoranze è invece il brindisi del mercato. In Borsa gli investitori hanno salutato con euforia la notizia: il titolo Mediaset poco dopo l’annuncio dell’esito dell’assemblea saliva dell’1,6% a 3,29 euro. Il rafforzamento di Fininvest in Mediaset più che come una perdita di contendibilità (l’appeal speculativo su una scalata è quello che aveva infiammato il titolo a fine 2016) viene letto come la fine di uno stallo e l’assenza di Vivendi in assemblea come un passo avanti verso l’atteso accordo che sancisca la pace tra Berlusconi e Bollorè , a tutto vantaggio dell’azienda.


© Riproduzione riservata