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Fondazioni, prime nozze Cuneo-Bra

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Fondazioni, prime nozze Cuneo-Bra

  • –Filomena Greco

A distanza di due anni dal Protocollo d’intesa tra Acri – Associazione delle Fondazioni di origine bancaria – e ministero dell’Economia, le primi a muoversi e ad avviare un percorso di collaborazione sono le Fondazioni di Cassa di Risparmio di Cuneo – primo azionista di territorio per il Gruppo Ubi – e di Bra. Quel documento sottoscritto ad aprile 2015 invitava le 88 Fondazioni italiane a sostenere processi di integrazione per migliorare gestione ed erogazioni. Il percorso avviato dalle due fondazioni piemontesi va in questa direzione, con la benedizione di Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri: «La sovrapposizione territoriale suggerisce di ottimizzare l’azione delle due fondazioni». Dunque in terra cuneese via libera ai primi passi di una collaborazione tra i due enti, sotto la guida di Giandomenico Genta, presidente di Crc, terza fondazione piemontese dopo Compagnia di San Paolo e Fondazione CrTorino – patrimonio a 1,5 miliardi e erogazioni sopra la soglia dei 25 milioni nel 2017 – e di Donatella Vigna per la Fondazione Cassa di Risparmio di Bra, piccola fondazione che detiene il 33% della Cassa di Risparmio di Bra e conta erogazioni per circa 350mila euro. «Siamo già al lavoro per creare una commissione congiunta che possa avviare una riflessione all’interno di entrambe le Fondazioni, e approfondire i dettagli tecnici necessari per avviare il percorso che potrà portare all’integrazione dei nostri enti» spiega Vigna. Il primo incontro è già fissato a gennaio: si tratterà di avviare la fase di studio per definire i gradi e le modalità di collaborazione fino a una integrazione vera e propria. I due enti, in realtà, hanno già all’attivo alcune esperienze comuni, come il sostegno all’Università degli Studi di Pollenzo o il fondo per l’emergenza abitativa del comune di Bra. Si tratterà in ogni caso di un modello sperimentale, apripista, visto che la legislazione in materia non disciplina percorsi di questo genere.

L’obiettivo è avviare un percorso che accomuni le due Fondazioni ma che possa aggregare anche altri enti piemontesi, come auspica lo stesso Genta, «per rendere le nostre attività più efficaci e allargare il raggio territoriale d’azione». Il tema è quello della scala territoriale e la necessità di lavorare per interventi che risultino, per consistenza, strategici per il territorio.

Sono dodici le Fondazioni di origine bancarie sul territorio piemontese, come ricorda Giovanni Quaglia, presidente dell’associazione delle Fondazioni piemontesi: «Il percorso promosso da Fondazione Crc e raccolto dalla Fondazione Cr Bra, con l’obiettivo di definire tempi e modi di una possibile integrazione, va nella direzione di una sempre più incisiva capacità di rispondere alle esigenze delle comunità di riferimento, conciliando la salvaguardia delle identità con le sfide del cambiamento».

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