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Il petrolio sfiora i 60 dollari al barile dopo esplosione oleodotto in Libia

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Il petrolio sfiora i 60 dollari al barile dopo esplosione oleodotto in Libia

Foto Afp
Foto Afp

Il prezzo del petrolio si impenna a seguito dell’esplosione di un oleodotto in Libia. A New York il greggio è balzato dell'1,49% salendo a 59,34 dollari. Anche i titoli petroliferi hanno visto salire le proprie quotazioni. Il petrolio ha così toccato i massimi dalle ultime tre settimane, dopo le assicurazioni dell’Opec e della Russia sui prossimi tagli alla produzione, tese a sostenere le quotazioni dell’oro nero. Il Wti aveva aperto le contrattazioni negli Usa a 58,58 dollari al barile mentre il Wti a 65,43 dollari.

A quanto si è appreso è stato un commando di uomini armati a causare l'esplosione dell'oleodotto libico che porta al terminale di Al Sider, in Cirenaica. Secondo fonti militari libiche, riporta il sito della Reuters, i terroristi sono arrivati sul posto a bordo di due vetture e hanno minato l'impianto con gli esplosivi. Non ci sono ancora rivendicazioni. Le immagini riprese a distanza mostrano una enorme colonna di fumo nero.

Il terminale di Al Sider (o Es Sider o Sidra) è sotto il controllo politico-militare del generale Khalifa Haftar, e non è lontano da un altro terminale strategico, quello di Ras Lanuf. Insieme rappresentano i principali terminali del greggio libico. L'oleodotto è operato da Waha Oil e con l'esplosione la produzione è crollata a 60mila-70mila barili al giorno dai 260mila delle produzione regolare. Waha è una joint venture fra la libica National Oil Corp, Hess, Marathon Oil e ConocoPhillips.

Fonti militari: bomba a oleodotto è opera Isis
L'attentato che ha provocato l'interruzione dell'oleodotto che porta a Sidra, in Cirenaica, è con ogni probabilità opera dell'Isis, secondo quanto rivelano fonti delle forze di sicurezza a guardia degli impianti petroliferi libici. Secondo le fonti, i miliziani dello Stato islamico sono ancora attivi nella zona.

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