Finanza & Mercati

Belyaev stringe la presa su Tiscali

  • Abbonati
  • Accedi
In primo piano

Belyaev stringe la presa su Tiscali

  • –Simone Filippetti

Tiscali parla sempre più cirillico. Il miliardario russo Vadim Belyaev, oligarca meno noto dei «colleghi» Roman Abramovich o Alisher Usmanov, ma non meno potente, stringe la presa sulla web company fondata da Renato Soru: è salito al 23% ed è comparso un nuovo investitore, Ict. Il mercato ha fiutato odore di scalata ed è corso a comprare titoli Tiscali come ai tempi d’oro. Ma non è cambiato nulla, in realtà: dietro Ict c’è sempre il magnate moscovita a capo della Oktritie Bank, oggi tra i più potenti e vicini a Vladimir Putin. Ma, soprattutto, non ci sarà nessuna Opa. La comparsa di Ict, però, ha galvanizzato il mercato e fatto salire il titolo, da tempo inchiodato su livelli da penny stock, dell’11% nel giro di una settimana (0,039 euro).

In realtà è successo soltanto che Belyaev ha semplificato la catena di controllo, arrotondando un po’. La matrioska di veicoli con cui il magnate moscovita controllava la prima (in senso cronologico) internet company era da mal di testa: il loro pacchetto del 17% era sparpagliato in varie scatole, di cui la principale era Rigensis.

Poco prima di Natale, sono stati convertiti in azioni 37 bond (per un valore nominale di 18,5 euro) da parte di Oktritie Fund e Rigensis. Ict rileverà il pacchetto di queste holding, incluse le azioni rivenienti dalla conversione, con la modalità del «repurchase agreement», accordo di riacquisto futuro al prossimo 1°giugno, per un totale del 17%, al momento indiretto. E in più ha comprato un altro 6% diretto, arrivando così al 23%. Un riassetto in piena regola, ma sempre in modalità russa: il nuovo azionista è pur sempre una holding con sede a Cipro, ma almeno ha il merito di snellire la piramide societaria.

La «pulizia» tra le holding serve anche a slegare Tiscali dalle vicende della traballante Oktritie Bank: nei mesi la Banca centrale russa, ossia lo stesso Putin, è corso a salvare la banca, che è il più grande istituto di credito privato del paese. Otkritie Bank era sull’orlo del fallimento e lo Stato potrebbe diventarne il principale azionista (il Fondo di Garanzia, recentemente nato per volontà del presidente russo, potrebbe salire al 75% del capitale). Ma i destini di Oktritie Bank sono ormai slegati da quelli della società sarda che sta tentando il risanamento: il 2017 sarà probabilmente il primo bilancio intero che chiude in pareggio (o utile). Un risultato storico per la internet company che da quando è nata ha sempre avuto conti in perdita. Grazie alla liquidità incassata dall’accordo con Fastweb, l’amministratore delegato Riccardo Ruggero, salito sul ponte di comando dopo la fusione di Tiscali con Aria, potrà finalmente firmare il primo utile. Ma Tiscali non è ancora al di là del guado: pesa la zavorra del debito, 180 milioni (sceso dai 198 di fine novembre proprio per effetto della conversione dei bond).

© RIPRODUZIONE RISERVATA