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Aramco, banche verso mandato per l’Ipo

accelerazione di riad

Aramco, banche verso mandato per l’Ipo

Con il petrolio che si avvicina a 70 dollari al barile, Riad accelera il piano per quotare in BorsaSaudi Aramco.

La selezione delle banche alle quali affidare il coordinamento dell’Ipo – la più grande nella storia, con un valore fino a 100 miliardi di dollari – è alle battute finali e i colossi del credito degli Stati Uniti sono in pole position per ottenere il mandato.

Secondo indiscrezioni raccolte da agenzie di stampa internazionali, Goldman Sachs e Citigroup sono vicine a conquistare il ruolo di global coordinator, dopo un’ultima tornata di incontri che si terrà a breve a Dhahran, nel quartier generale della compagnia saudita.

Per Bloomberg la rosa dei “finalisti”comprende anche le banche che l’anno scorso avevano strappato un incarico come advisor: le americaneJp Morgan Chase e Morgan Stanley, più Hsbc Holdings.

Tra gli invitati in Arabia Saudita ci sarebbe inoltre Deutsche Bank, scrive la Reuters, secondo cui i “pitch”, in pratica le presentazioni delle proposte, sono in programma tra fine gennaio e inizio febbraio.

Un altro passo cruciale verso l’Ipo è stato compiuto con l’approvazione di una legge, in vigore dal 1° gennaio, che trasforma Saudi Aramco in una società per azioni: un passaggio ineludibile per entrare nel listino saudita, ma che comunque non garantisce che il titolo sia quotato anche altrove.

La decisione sulla quotazione internazionale – per cui sono in corsa le maggiori piazze, a comincuare da Londra e New York – resta tuttora in sospeso. Tutte le opzioni sono aperte, ha ripetuto ancora un mese fa il ministro delle Finanze saudita Mohammed Al Jadaan, compresa probabilmente quella di limitarsi a un “private placement” con un investitore cinese.

Quest’ultima ipotesi preoccupa Usa e Giappone al punto da averli spinti, secondo il Wall Street Journal, a fare pressioni sul governo saudita.

Forse anche da questo dipende l’accelerazione di Riad, che comunque ha sempre indicato di voler quotare il 5% di Saudi Aramco entro la fine del 2018.

Il rally del petrolio potrebbe peraltro favorire una valutazione più elevata, dopo che molti analisti hanno giudicato esagerate le mire del principe Mohammed Bin Salman, secondo cui la compagnia potrebbe valere fino a 2mila miliardi di dollari.

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