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Milano aggancia 23mila punti con super Fca. Petrolio al top da 2014

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la giornata dei mercati

Milano aggancia 23mila punti con super Fca. Petrolio al top da 2014

Andamento titoli
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Ancora una seduta positiva per le Borse europee, trainate sempre dal settore auto (+1,2% lo stoxx europeo di settore), con Milano che intraday tocca anche i massimi da agosto 2015 per poi chiudere a +0,7%, comunque al top da inizio novembre e con l'Ftse Mib sopra i 23mila punti. Ad alimentare gli acquisti ha contribuito anche la nuova apertura record di Wall Street mentre il petrolio si è spinto a New York fino a superare i 63 dollari al barile, segnando i nuovi massimi da fine 2014. A Piazza Affari spiccano i titoli del risparmio gestito dopo la raccolta record a dicembre di Finecobank che chiude in maglia rosa sull'Ftse Mib con un rialzo del 4,9%; bene anche Banca Generali (+2,9%) e Azimut (+1,9%). Prosegue il rally diFiat Chrysler Automobiles (+2% con il titolo che aveva anche agganciato quota 19 euro) con la Borsa che specula su possibili operazioni straordinarie nel 2018 spingendo anche la controllante Exor (+2%). Per contro, in coda al listino, ancora debole Salvatore Ferragamo (-1,9%) con gli analisti scettici dopo il profit warning lanciato a metà dicembre; deboli anche le utility. Sul resto del listino Brunello Cucinelli (+1,2%) festeggia i conti 2017 in crescita e le previsioni ottimistiche per quest'anno. Sul mercato valutario l'euro scende ancora contro il biglietto verde e si attesta a 1,192 e vale inoltre 134,17 yen. Dollaro/yen a quota 112,5.

Fca balza ancora e tocca 19 euro
A Piazza Affari proseguono gli acquisti su Fiat Chrysler Automobiles, dopo la corsa di oltre il 20% registrata la scorsa settimana con il titolo che balza di oltre il 4% e aggancia quota 19 euro per poi ripiegare leggermente nell'ultima ora di contrattazioni. Il mercato rimane convinto che l'ad Sergio Marchionne, nell'ultimo anno del suo mandato come numero uno della casa auto, tiri fuori l'asso della manica e annunci un'operazione di larga portata. Così i titoli del gruppo italo-americano continuano a salire, nonostante la volata della scorsa settimana. Morgan Stanley, in un report pubblicato ieri, ha ipotizzato lo scorporo e la quotazione di Jeep, marchio apprezzato in tutto il mondo. L'operazione potrebbe avvenire sulla falsa riga di quella realizzata per separare Ferrari da Fca. Gli esperti di Morgan Stanley ritengono che ot Jeep e Ram da sole 'nascondono' un valore superiore a 22 euro per azione. Il 2018, hanno commentato gli esperti della banca d'affari, potrebbe essere l'anno giusto per liberarlo a beneficio di tutti coloro che vi hanno investito. Del resto lo stesso Marchionne ha già detto che le divisioni Jeep e Ram potrebbero essere entità autonome . Per altro il 2018, ha aggiunto Morgan Stanley, si profila come «un anno estremamente importante» per Jeep, con il lancio atteso dei modelli delle nuove Cherokee e Wrangler. Per Morgan Stanley l'obiettivo di vendere 2 milioni di Jeep è raggiungibile. Della galassia Agnelli sono ben impostate leExor, leCnh Industrial e anche leFerrari.

Telecom e Atlantia sotto i riflettori

Telecom Italiarimane sotto la lente, dopo la buona performance di ieri innescata dalle parole del ministro, Carlo Calenda, che ha auspicato una separazione della rete. «La mia opinione è molto chiara - ha dichiarato - Penso che dovremmo avere sul mercato due società separate», con una finalizzata alla gestione dei servizi, la seconda alla rete. Sono inoltre sotto i riflettori le azioni di

Atlantia è sotto i riflettori a seguito del semaforo verde all’opa su Abertis ribadito dalla Cnmv, la Consob spagnola. La decisione non era affatto scontata visto che di recente il governo spagnolo aveva chiesto all'autorità di controllo del mercato di revocare l'autorizzazione concessa ad Atlantia lo scorso ottobre, non rispettando alcune tecnicalità.

Bene il risparmio gestito dopo i dati su raccolta di dicembre

Balza il risparmi o gestito, sostenuti dagli ultimi dati sulla raccolta di dicembre. Ieri FinecobankeBanca Generalihanno annunciato i numeri del mese scorso, questa mattina è stata la volta di Banca Mediolanum.

FinecoBank aggiorna i massimi sopra i 9 euro, visto che ha battuto le attese degli analisti, con una raccolta che nel solo mese di dicembre è stata pari a 988 milioni (+11% annuo), contro i 280 milioni di novembre. La sola raccolta gestita è stata pari a 523 milioni. Nell'intero 2017 la raccolta netta è stata pari a 5.958 milioni (+18% anno su anno). Anche Banca Generali ha reso noto di avere chiuso il mese di dicembre con una raccolta netta di 634 milioni, a fronte dei 520 milioni di novembre e dei 770 milioni del dicembre 2016. Complessivamente nell'intero 2017 la raccolta ha fatto segnare il miglior risultato di sempre: 6,87 miliardi, in crescita del 21% rispetto all'anno precedente.

Moda contrastata, male Ferragamo, premiata Cucinelli

I titoli della moda registrano un andamento contrastato, mentre a Firenze si è aperta la 93esima edizione di Pitti Uomo. Nei prossimi giorni, inoltre si terranno le sfilate maschili a Milano, durante le quali potrebbero emergere indicazioni sull'andamento del settore. In coda al listino c'è Salvatore Ferragamo, mentre chiude sopra la parità Moncler, con il mercato che si interroga sulla nuova strategia del gruppo del piumino, che verrà svelata a febbraio. Tra le società più piccole, è sotto la lente Brunello Cucinelli, che ieri a mercati chiusi ha diffuso i dati sulle vendite del 2017, che per la prima volta nella storia dell'azienda sono salite sopra i 500 milioni.

Dati macro incoraggianti, in Europa disoccupazione ai minimi dal 2009

I dati macro continuano a testimoniare un'economia europea in forte ripresa.
A novembre il tasso di disoccupazione della zona euro è calato all'8,7% rispetto a ottobre, quando si attestava all'8,8%. Nel novembre del 2016, inoltre, era pari al 9,8%. Si tratta del tasso più basso dal gennaio 2009. Nell'intera Unione europea, ha rilevato Eurostat, il tasso si è portato al 7,3% dal 7,4% di ottobre e dall'8,3% di un anno prima. Si tratta del tasso più basso da ottobre 2008.

Scende il tasso di disoccupazione in Italia all'11%

Anche in Italia è stato annunciato che il tasso di disoccupazione a novembre si è attestato all’11% (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre). Si tratta del livello più basso dal settembre 2012. L'Istat ha inoltre precisato che il tasso di disoccupazione giovanile è calato al 32,7% (-1,3 punti) riportandosi ai valori di gennaio 2012. Sempre secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto di statistica lo scorso novembre sono tornati a crescere gli occupati italiani, esattamente di 65.000 unità rispetto a ottobre e di 345.000 su base annua. Il tasso di occupazione è migliorato al 58,4%, il livello più elevato dall'ottobre 2008. In pratica in Italia il numero assoluto degli occupati ammonta a 23,183 milioni, un numero superiore al picco pre-crisi. E un numero che sempre più viene seguito dagli economisti di tutto il mondo, visto che è considerato più attendibile del tasso di disoccupazione.

Dati superiori alle attese per la Germania

L'economia della Germania continua a andare a passo di carica, con la produzione industriale che ha battuto le previsioni più rosee. Il dato destagionalizzato, diffuso dall'ufficio di statistica Destatis, mostra una crescita della produzione del mese di novembre del 3,4% rispetto al mese precedente a fronte di attese per un aumento attorno all'1,8-1,9 per cento. Forte la crescita della produzione manifatturiera (+4,3%) mentre le costruzioni sono cresciute del'1,5 per cento. Ad ottobre la produzione era scesa dell'1,2% (dato rivisto dalla precedente stima di -1,4%). Inoltre sempre oggi è stato diffuso anche l'andamento della bilancia commerciale: a novembre il surplus della bilancia commerciale tedesca è salito a 22,3 miliardi di euro dai 19,9 di ottobre. Il dato ha battuto le previsioni. A spingere il surplus una cresciuta delle esportazioni più forte delle importazioni, ha sottolineato Destatis diffondendo i dati preliminari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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