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Bitcoin, il Nyse vuole Etf sui futures

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Bitcoin, il Nyse vuole Etf sui futures

  • –Pierangelo Soldavini

Jamie Dimon ritratta: a settembre aveva definito bitcoin «una truffa», ormai a livello di bolla, oggi torna sui suoi passi e chiede scusa per quello che aveva detto. «La blockchain è una realtà. Potremo avere cripto yen e dollari o strumenti del genere. Le Ico devono essere esaminate caso per caso», ha affermato il Ceo di JP Morgan in un’intervista a Fox Business intervistato da Maria Bartiromo, altra vecchia conoscenza della finanza. Lo scorso settembre bitcoin valeva tra 4.000 e 4.500 dollari, ieri sera era scambiato attorno a 15mila, tre volte tanto. E si vocifera che JP Morgan abbia allo studio applicazioni della blockchain, la tecnologia di registro distribuito e aperto di cui bitcoin è la prima e principale applicazione. A essere affascinato dalla filosofia di decentralizzazione delle criptovalute è anche Mark Zuckerberg che nel suo post di visione sul nuovo anno dedica un passo proprio a questo tema. La scommessa sulla tecnologia era basata sull’idea che avrebbe dato maggiore potere alle persone: invece, scrive il creatore di Facebook facendo anche autocritica, i big dell’hi-tech e i governi l’hanno sfruttata per controllarne i comportamenti. Ora bisogna guardare ai fenomeni che «sottraggono potere ai sistemi centralizzati e lo restituiscono alle persone». Come le criptovalute che Zuckerberg studierà nel 2018: «Mi interessa approfondire gli aspetti positivi e negativi di queste tecnologie e capire come sfruttarle al meglio nell’ambito dei nostri servizi». Ma è l’intero sistema finanziario che si interessa sempre più al mondo delle criptovalute e presto potrebbero arrivare nuove forme per scommettere sul bitcoin, al rialzo o al ribasso. A inizio anno il Nyse ha avviato la richiesta alla Sec per autorizzare cinque nuovi Etf, a leva anche «short», che replicano l’andamento del futures sulla criptovaluta, moltiplicandone i ritorni del sottostante (ma anche le eventuali perdite). Si tratta di cinque Etf di Direxion Asset Management con una leva che va da 1,25 a 2 volte, il che significa che il fondo fornisce «risultati dell’investimento a leva (al netto di commissioni e spese) pari al 125%, al 150% o al 200% del ritorno quotidiano del benchmark di riferimento», afferma il filing. La scommessa può essere “bull” e “bear”, al rialzo e al ribasso. Ma quello che deve essere chiaro è che si tratta di prodotti ad alto rischio, perché i multipli sono applicati anche alle eventuali perdite. Gli Etf a leva sono prodotti pensati per il brevissimo termine, che non arriva al mese. Finora la Sec ha respinto le richieste di exchange treaded funds su bitcoin, tra cui quella dei gemelli Winklevoss, quelli della causa a Zuckerberg per l’idea di Facebook, perché si trattava di una strumento non regolamentato. Ora che i futures sono trattati sia al Cme che al Cbot - peraltro finora con scambi molto ridotti - sarà più difficile rifiutare.

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