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Sofferenze in calo del 6,4% in un anno

Obbligazioni

Sofferenze in calo del 6,4% in un anno

  • –Davide Colombo

roma

Non c’è solo l’ennesimo dato sulle sofferenze in calo (-6,4% su base annua) nell’ultimo fascicolo “Banche e monete” pubblicato ieri dalla Banca d’Italia con i dati aggiornati al mese di novembre. Il rischio dell’attivo dell’intero sistema bancario nazionale registra infatti un ulteriore miglioramento anche per quel che riguarda l’esposizione con il settore pubblico. Nel penultimo mese dell’anno i titoli di debito nei portafogli delle banche sono scesi a 344,1 miliardi, 15 in meno rispetto a ottobre, mentre se il confronto si fa con il novembre del 2016 il calo è di 46,8 miliardi (-11,9%). I titoli di Stato, in particolare, sono scesi a 336,6 miliardi, erano 382, 8 miliardi nel novembre del 2016. Facendo riferimento al dato di settembre nel Rapporto sulla stabilità finanziaria veniva registrato un calo di quasi un punto percentuale (attorno al 9%) del peso dei titoli pubblici sul totale delle attività, per incontrare lo stesso livello bisogna risalire al terzo trimestre del 2013. Dietro la riduzione dei titoli pubblici c’è una strategia di ricomposizione dei portafogli delle banche in un contesto di tassi ai minimi.

Le sofferenze, si diceva, continuano a loro volta a registrare numeri in calo e sono ora a quota 173 miliardi lordi e 66,2 miliardi al netto dei fondi rettificativi (nel novembre del 2016 il livello era ancora a 85,2 miliardi).

Nel mese di novembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono invece cresciuti dell’1,4% su base annua (+1% in ottobre); un dato che ha un valore segnaletico sulla dinamica della congiuntura dell’ultimo trimestre dell’anno. I prestiti alle famiglie, più in particolare, sono cresciuti del 2,8% (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,3 per cento (erano calati dello 0,5 in ottobre). I depositi del settore privato sono a loro volta aumentati del 4,6% su base annua (4,8% in ottobre), mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita ancora del 16,3% (-16,7 il mese precedente).

Guardando agli andamenti dei tassi d’interesse, infine, non s’incontrano curve ma le linee piatte imposte dalla protratta politica monetaria espansiva della Bce. I tassi sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,32% (2,37% il Taeg del mese precedente, lo stesso livello di un anno fa), mentre i tassi per il credito al consumo si sono fermati all’8,28%. Sul fonte delle imprese, i tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,49% (1,50 in ottobre), mentre quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,03%. In volumi, quest’ultima categoria ha visto erogati nel mese 16,5 miliardi contro i 17,1 di ottobre. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,39%.

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