Finanza & Mercati

Summit Milan-Elliott sui covenant

  • Abbonati
  • Accedi
In primo piano

Summit Milan-Elliott sui covenant

  • –Carlo Festa

L’incontro dovrebbe essere in programma oggi: da una parte l’amministratore delegato del club rossonero Marco Fassone e il direttore finanziario Valentina Montanari, dall’altra i manager del fondo statunitense Elliott.

Obiettivo: verificare lo stato dei covenant, cioè il rispetto dei parametri finanziari fissati con Elliott al momento della sottoscrizione del finanziamento da oltre 300 milioni di euro dell’aprile scorso, quando il club venne ceduto da Fininvest per oltre 700 milioni.

Il prestito da 300 milioni è suddiviso in due tranche: 180 milioni sono serviti a finanziare la holding dell’uomo d’affari cinese Yonghong Li, che controlla a cascata il club. Altri 123 milioni sono invece relativi a due bond, quotati alla Borsa di Vienna, emessi dal Milan e interamente sottoscritti da Elliott. Proprio su questi due bond sarebbero stati fissati dei covenant da rispettare.

In particolare, le condizioni riguarderebbero la liquidità presente nel club e il rispetto delle scadenze per gli aumenti di capitale che deve sottoscrivere l’azionista, cioè il cinese Yonghong Li. Al momento il club ha liquidità sufficiente alla gestione, visto che Mr Li ha sempre rispettato le scadenze previste per le iniezioni. Dei primi 60 milioni di aumento, approvati dal consiglio di amministrazione lo scorso anno, finora ne sono stati sottoscritti poco meno di una cinquantina.

Resta ancora da effettuare una tranche di aumento da poco più di dieci milioni, tra gennaio e febbraio. Inoltre il Cda ha la delega per chiamare un aumento da altri 60 milioni nel 2018.

L’incontro con Elliott di oggi dovrebbe proprio servire a verificare il rispetto degli impegni presi. C’è da dire che il vertice, che era comunque previsto da tempo e non ha alcun carattere straordinario, dovrebbe attestare al momento la tabella di marcia corretta da parte di Yonghong Li. Ovvio che si guarderà al futuro: se non venissero rispettate le scadenze fissate (non ne è sufficiente una sola) per le iniezioni di liquidità, allora si potrebbe configurare una rottura dei covenant. E il Milan potrebbe finire nell’orbita di Elliott prima del termine di ottobre, quando dovrà essere rimborsato il mega-finanziamento al fondo Usa. Ma al momento questa ipotesi non è sul tavolo. Come poco probabile, ad oggi, è l’altra ipotesi che circola: cioè la richiesta da parte del Milan di un prolungamento della scadenza.

L’incontro con Elliott anticipa di qualche giorno il Cda del club, previsto per il prossimo 16 gennaio. In quell’occasione si dovrebbe fare il punto sia sullo stato dei conti sia sull’attività volta al rifinanziamento, che sta portando avanti l’avvocato Riccardo Agostinelli.

In particolare, scaduta l’esclusiva con Highbridge, restano comunque in piedi, anche se in maniera flebile, le discussioni con il gruppo finanziario americano: ma sarebbero state aperte altre trattative iniziali con fondi americani. In campo ci sarebbe anche la banca Usa Jefferies. Il nodo resta il rifinanziamento non tanto del debito del Milan, che offre garanzie adeguate, quanto al piano superiore dell’architettura societaria: cioè la holding Rossoneri Sport di Yonghong Li.

© RIPRODUZIONE RISERVATA