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Ferragamo sotto la lente tra rumor e recupero tecnico

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Ferragamo sotto la lente tra rumor e recupero tecnico

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Salvatore Ferragamosugli scudi a Piazza Affari, mentre tornano a circolare le voci di un eventuale interesse per la casa di moda fiorentina, alle prese con un rilancio del brand più difficile del previsioni.

La girandola di voci e ipotesi ha iniziato a circolare a seguito del fatto che ieri il gruppo francese Kering, quello che controlla Gucci e Bottega Veneta, ha annunciato lo spin-off della controllata Puma. L’operazione consentirà all'azienda di Oltralpe di focalizzarsi sul lusso, abbandonando il marchio di sport. Gli azionisti di Kering riceveranno la distribuzione del 70% di Puma e così la quota del gruppo francese nella società sportiva scenderà al 16%.
Il mercato, però, ha iniziato a ipotizzare che dopo il riassetto legato allo spin off di Puma, Kering corteggerà la casa fiorentina della famiglia Ferragamo, che per altro è alle prese con un rilancio più complicato del previsto, come indicato dal gruppo stesso lo scorso dicembre quando è stato lanciato un profit warning sui conti del 2018. Il marchio andrebbe ad aggiungersi a un parterre ricco controllato da Kering, che vanta brand affermati: solo per citare qualche nome il gruppo detiene Gucci, Bottega Veneta, Balenciaga, Brioni e Stella McCatrney. La famiglia Ferragamo, tuttavia, in più occasioni ha ribadito l’attaccamento alla casa di moda fondata nel 1927 da Salvatore Ferragamo, padre dell'attuale presidente Ferruccio Ferragamo. Il cambio della guardia ai vertici, con l’ingresso nell’estate 2016 dell’ad Eraldo Poletto alla plancia di comando e inoltre il recente giro di poltrone avvenuto all'ufficio stile (Paul Andrew, entrato in azienda nel 22016 come direttore creativo delle scarpe, lo scorso ottobre è stato nominato anche direttore creativo della linea donna) dovrebbero confermare la volontà degli azionisti di riferimento di rimanere stabilmente nell’azionariato.
Le azioni, comunque, nel 2017 sono tra le poche del Ftse Mib a non partecipare al rialzo del mercato italiano. Anzi dai massimi toccati a maggio sopra i 29 euro, hanno lasciato sul parterre circa il 25% del proprio valore.

(Il Sole 24 Ore Radicor Plus)

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