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In Spagna la rata più bassa d’Europa

il confronto

In Spagna la rata più bassa d’Europa

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La politica espansiva della Bce ha influenzato la politica sui mutui di tutti i principali Paesi dell’area euro. Tuttavia dal confronto emergono differenze sostanziali che, in teoria, in un’area valutaria perfettamente funzionante non dovrebbero esistere. Da un'analisi di Mutui.it e Facile.it - si scopre che, a parità di valuta (euro) e politica monetaria (le decisioni sui tassi della Banca centrale europea valgono per tutti i 19 Paesi che condividono l'euro come moneta) i tassi possono ballare sensibilmente.

Se in Italia un mutuo a tasso fisso costa oggi in media oggi l’1,85% (ma come visto in tabella sopra si scende anche all’1% per durate brevi e loan to value entro il 50%) ci sono Paesi dove costa ancora meno. In Francia i fissi costano l’1,65% e in Germania l’1,68%. Ma è la Spagna a piazzarsi al primo posto con un costo medio dell’1,5%. Il Paese più caro dell’area euro, manco a dirlo, è la Grecia, dove un mutuo fisso costa mediamente il 4,68%. Sul variabile invece al momento l’Italia - con quello 0,94% di costo medio - non ha rivali. Quando si stipula un mutuo il concetto di area valutaria comune si ridimensiona. Ad oggi è nei fatti molto complicato - quando non impossibile - chiedere per un italiano un mutuo per l’acquisto di una casa in Italia presso una banca di un altro Paese che offre condizioni più vantaggiose. Ogni Paese ha leggi differenti (ad esempio sul mercato del lavoro) per cui le banche tendono ad applicare formule differenti nella valutazione del credit scoring del cliente.

Quanto ai tassi, il discorso cambia - ed è logico che sia così - se poi il Paese utilizza una valuta diversa e quindi è soggetto all'operato in sovranità monetaria di un'altra banca centrale. Nel Regno Unito (sterlina e Bank of England) il fisso costa il 4,5% il variabile il 3,6%. Ma questo perché la Bank of England ha tassi più alti. Così come è più alta l'inflazione. A novembre l'indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito è balzato al 3,1% a fronte dell'1,4% dell'Eurozona. È quindi più che normale che i tassi nominali nel Regno Unito siano più alti, dal momento che i tassi reali (che si ottengono sottraendo l'inflazione ai tassi nominali) invece si assomigliano.

E negli Stati Uniti?
Il fisso costa il 3,67% mentre il variabile il 3,15%.

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