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Perché gli hedge fund hanno assunto la più grande campionessa di…

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una storia vera

Perché gli hedge fund hanno assunto la più grande campionessa di poker della storia

Investire in Borsa è un po’ come giocare d'azzardo? Provate a chiederlo a Vanessa Selbst, che ad appena 33 anni è la più grande giocatrice di poker della storia: da quando aveva 19 anni, ha vinto premi mondiali per un controvalore di quasi 12 milioni di dollari. Senza bluffare.

Un talento naturale, dicevano gli amici ai genitori ebrei di Vanessa fin da quando era una ragazzina, a Brooklyn. Una mente vivace e brillante, visto che ha studiato al Mit di Boston e poi alla blasonatissima Yale University, dove ha preso due lauree mentre nel tempo libero continuava sul tavolo verde a conquistare - con la sua proverbiale aggressività - i braccialetti WSOP, i più prestigiosi titoli mondiali del settore.

«Il poker mi ha dato tantissimo - spiega oggi - è una grande sfida intellettuale, un enorme divertimento, e anche un business molto remunerativo. Grazie al poker ho viaggiato in posti che non avrei mai pensato di vedere in vita mia, e ho stretto grandi amicizie con persone care di tutto il mondo». Il tavolo verde sembrava il destino di Vanessa. ma a volte il destino si perde per strada e trova percorsi inaspettati.

Prima donna della storia ad avere conquistato tre “WSOP bracelet”. Prima donna della storia ad aver raggiunto la prima posizione del “Global Poker Index”. Vanessa aveva vinto tutto e si era giustamente stancata di vincere. Aveva diluito gli impegni sul tavolo verde. Cercava nuovi stimoli. Così, quando qualche mese fa le è arrivata una telefonata da Bridgewater Associates, il mitico hedge funds fondato da Ray Dalio nel 1975, che oggi gestisce 160 miliardi di dollari, non ci ha pensato due volte.

Il mondo della finanza, nella versione ultrasofisticata degli hedge funds, da tempo sta reclutando i migliori talenti in chiave trasversale. Data scientist, matematici, statistici, ingegneri, tutti strappati ad aziende come Google e Facebook con assegni principeschi nella speranza di conquistare un “edge”, un vantaggio sui mercati che migliori le performance rispetto ai concorrenti.

La finanza somiglia al poker? «Ci sono molte similitudini - riflette Vanessa - : in pratica fai parte di un gruppo di “nerd” intento a fare di tutto per battere gli avversari in un gioco molto complicato. Ci sono un sacco di cose da imparare, tanti problemi da risolvere, in un mondo che per me è completamente nuovo. E' estenuante, eccitante e umiliante allo stesso tempo». In una parola, entusiasmante.

Il tavolo verde non le manca, quando sfida a poker i mercati. «L’opportunità di lavorare sodo e imparare qualcosa di completamente nuovo, pensando alle carte da gioco come un hobby per divertirsti e basta, mi è sembrato il giusto approccio per affrontare questa fase della mia vita».

Ah dimenticavamo: Vanessa nel 2013 si è sposata. Con una donna. Mai bluffare con la propria vita, anche se il destino trova strade inaspettate.

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