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I big dell’hi-tech vanno all’attacco delle banche

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I big dell’hi-tech vanno all’attacco delle banche

La vera rivoluzione nel modo di ricevere denaro e di pagare è arrivata da tempo. Prima lo sviluppo dell’ecommerce e dell’online banking poi l’avanzare del Fintech hanno mandato in soffitta i sistemi tradizionali.

I pagamenti contactless nel 2016 hanno registrato in Italia una crescita del +700%, dati del Politecnico di Milano, e i new digital payement, tra cui i pagamenti da mobile, hanno superato i 30 miliardi di euro di transato (+51%) con stime per tutti i pagamenti elettronici di raggiungere 100 miliardi di euro nel 2019.

Ma soprattutto si è aperta la strada a nuovi soggetti non bancari: come i big della tecnologia Apple e Samsung, o dell’e-commerce, da Amazon e Alibaba, oppure le nuove app che consentono pagamenti tramite mobile (Jeffry, Satispay, Tinaba). Il bello deve ancora arrivare. Di certo, l’entrata in vigore della direttiva europea Psd2 sui servizi di pagamento elettronici ne amplifica la portata. Il vero vincitore è il consumatore perché si vuole sviluppare un mercato europeo dei pagamenti efficiente, sicuro e competitivo, grazie all’innovazione e a un più alto livello di sicurezza dei pagamenti elettronici.

Transazioni meno care
Le nuove regole faranno risparmiare i consumatori europei. Faciliteranno le transazioni. E introducono requisiti di sicurezza più stringenti per i pagamenti elettronici e per la protezione dei dati finanziari.

Aumentano anche i diritti dei cittadini: viene ridotta la responsabilità per i pagamenti non autorizzati, e viene introdotto un diritto al rimborso “incondizionato” per i pagamenti diretti in euro».

Cosa cambia per gli utenti
Ma che cosa cambia in concreto per l’utente? La direttiva PSD2 consente ai consumatori di scegliere di usare servizi terzi per fare pagamenti, investimenti, o richiedere prestiti, come oggi si fa in molti siti quando ci si registra, ad esempio, su opzioni nei social network, cliccando su “accedi con Facebook”. Con questa versione della direttiva Psd2 gli utenti, che utilizzano un conto corrente online/homebanking, possono fare pagamenti o accedere alla rendicontazione bancaria attraverso software realizzati da «terze parti autorizzate». Ad esempio, ancora, si potrà pagare un libro su Amazon, interfacciandosi direttamente con la propria banca. E qui entrano in gioco le app che già consentono di trasferire contanti o di pagare. Dal 2014 in Italia Sia ha messo a punto Jiffy (4,2 milioni di utenti e 120 banche aderenti). Lo si usa per inviare e ricevere denaro in tempo reale dal cellulare e da qualche mese anche in 150 negozi convenzionati con IntesaSanpaolo di Milano, Roma e Torino. Da luglio anche in Italia chi utilizza un iPhone, iPad, Apple Watch o MacBook di ed è cliente di UniCredit o Mediolanum può usare Apple Pay (basta una carta UniCredit e con Safari si attiva l’applicazione MonHey).

Lo sbarco dei coreani
La grande offensiva è attesa tra circa un mese con l’arrivo di SamsungPay. Già disponibile in 19 Paesi, rispetto ad ApplePay, è una piattaforma aperta a tutte le banche e a tutti i circuiti di pagamento: a scegliere sarà il cliente. Forte della tecnologia MST (Magnetic Secure Transmission), punta a sicurezza, immediatezza e facilità d’uso in quanto permette il pagamento anche sui Pos dove la tecnologia NFC (Near Field Communication) non è abilitata. SamsungPay si appoggia sulle funzioni di sicurezza di Samsung Knox, e per lo sblocco dello smartphone e dell’app l’utente può impostare diversi livelli di sicurezza (esempio password “semplice” per i pagamenti fino a 10 euro, impronta digitale per quelli fino a 50 euro, scan biometrico per tutte le transazioni oltre i 100 euro).

In Italia opera con successo dal 2015 l’italianissima Satispay che rispetto alle altre app collega direttamente il suo conto a quello del cliente (430 mila download di cui 235mila utenti attivi in crescita di circa 800 al giorno; 28mila esercenti su tutto il territorio, in crescita di 70 utenti al giorno, oltre a 1500 ecommerce).

Infine, più giovane ma ugualmente sicura è Tinaba, un’app che può essere utilizzata come digital wallet ma che, in abbinamento al conto di Banca Profilo, serve per amministrare risparmi (200mila download).

I pagamenti per le Pmi
Quello della sicurezza è uno dei punti cruciali della direttiva Psd2 che ha delegato l’Eba, l’European Banking Authority, a definire standard stringenti per tutti (banche e nuovi soggetti) prima di autorizzare transazioni nel settore. In particolare è previsto il sistema di «doppia autorizzazione».

Psd2 interessa anche i sistemi di pagamento per le Pmi. Secondo Mckinsey una soluzione di gestione della liquidità su misura per le Pmi potrebbe generare tra i 15 e i 30 milioni di euro di entrate supplementari per una grande banca europea.

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