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Bim, Attestor non pensa al delisting

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Bim, Attestor non pensa al delisting

Resterà probabilmente quotata e potrebbe diventare un consolidatore di altre realtà indipendenti nel private banking Banca Intermobiliare, rilevata dal gruppo finanziario inglese Attestor Capital, scelto come compratore il 24 ottobre scorso dalla liquidazione di Veneto Banca.

È questa la strategia che, secondo le indiscrezioni, starebbe pianificando il team dell’operatore britannico, che attualmente gestisce un portafoglio di 4 miliardi di dollari di asset.

Il delisting di Banca Intermobiliare non sarebbe infatti così scontato al prezzo fissato per l’offerta (0,22411 euro). Se dunque sul lato finanziario l’esito è ancora incerto, sul versante industriale Bim dovrebbe diventare una piattaforma indipendente nel private banking.

Ma prima sono attesi altri passi fondamentali: cioè l’autorizzazione di Bankitalia e della Bce e appunto il lancio dell’offerta pubblica sulle minoranze.

Nel frattempo c’è molto attesa tra i private bankers di Bim per capire nel dettaglio la strategia del nuovo azionista. A fine dicembre è stata inviata una lettera al network di private bankers in cui il gruppo inglese si dice pronto al rilancio dell’istituto basandosi anche sul track record specifico nel settore: dopo le acquisizioni dell’islandese Arion Bank e dell’austriaca Kommunalkredit. Il piano prevede un radicale intervento di riduzione del rischio attraverso la cessione ed il deconsolidamento dell’intero portafoglio di attività deteriorate (non performing exposure) ed un successivo rafforzamento patrimoniale per 121 milioni di euro. Infine, sul tavolo c’è il riposizionamento della Banca verso un modello a basso assorbimento di capitale, per consentirle di tornare ad essere un soggetto di riferimento nel private banking italiano, capace di attrarre i clienti high net worth.

Fino ad oggi Attestor ha operato in Italia con una strategia opportunistica (assieme al partner Oxy Capital) su numerosi dossier come Ferroli (caldaie), Stefanel (abbigliamento), ma anche alimentare con Olio Dante e immobiliare con l’hotel CastaDiva Resort di Como.

Nel settore finanziario Attestor ha rilevato un anno e mezzo fa un pacchetto di obbligazioni Fresh di Mps (investimento che non si è rilevato però vincente visto il salvataggio statale per la banca senese) e ora ha preso il controllo di Bim. Tra i manager di Attestor ci sono il fondatore Jan-Christoph Peters, in precedenza managing director di CarVal Investors, ma anche due manager vicini all’Italia: Pietro Stella e l’italo-inglese David Alhadeff. Più misterioso, invece, il parterre di sottoscrittori della società britannica, che non funziona come un fondo, ma che reinveste il ricavato delle cessioni. Tra i sottoscrittori di Attestor ci sarebbero infatti Fondazioni universitarie americane e family office. Ma i nomi restano rigorosamente top secret. Lo stesso sito di Attestor non fornisce alcuna informazione sul portafoglio di investimenti e sui sottoscrittori della società: scelta che verrebbe giustificata dalla richiesta di riservatezza da parte degli investitori della società inglese, ma che non sembra totalmente trasparente, soprattutto se si pensa che Attestor sarà azionista di una società quotata come Bim, che gestisce i denari di una storica clientela.

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