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Europa contrastata. Milano +0,5% con St e Fca. L'euro…

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la giornata dei mercati

Europa contrastata. Milano +0,5% con St e Fca. L'euro torna sopra quota 1,22

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Chiusura contrastata per le Borse europee (segui qui l'andamento dei principali indici), nonostante i dati sull’economia cinese, cresciuta a passo più spedito delle attese (il pil del 2017 è migliorato del 6,9%).

E nonostante il dato americano sulle richieste di sussidio alla disoccupazione, che sono scivolate ai minimi da 45 anni, portandosi a 220.000 mila unità. Sul finale Francoforte è salita dello 0,74%, Milano dello 0,49%, mentre Parigi ha chiuso sulla parità e Madrid ha perso lo 0,4%. E' andata giù anche Londra, lasciando sul parterre lo 0,32%. In primo piano rimane l’andamento dell’euro, che si è di nuovo rafforzato sopra soglia di 1,22.

St sugli scudi dopo annunci di Apple

A Piazza Affari sono state gettonate le azioni di Stmicroelectronics, salite del 3,8%, sulla scia di Apple, della quale è fornitore. Il gruppo di Cupertino ha annunciato che investirà negli Stati Uniti al punto da dare una spinta all’economia a stelle e strisce da oltre 350 miliardi di dollari in cinque anni.

Apple , sfruttando la riforma fiiscale promossa dal presidente americano Donald Trump, rimpatrierà una parte del tesoro di liquidità che detiene all’estero e investirà negli States, superiore ai 250 miliardi di dollari. St è uno dei principali fornitori della società di Cupertino e potrebbe dunque trarre vantaggio dalla mossa del colosso americano, anche se secondo gli esperti le vendite dell’iPhone stanno procedendo a passo meno spedito delle attese. Intanto gli analisti di Societé Generale hanno iniziato la copertura delle azioni di St indicando un target di prezzo ben più elevato delle attuali quotazioni e pari a 32 euro, scommettendo sul contesto favorevole per il settore dei chips anche nel 2018.
Ad ogni modo le azioni dell'azienda italo-francese stanno rialzando la testa ormai da inizio anno, dopo aver battuto la fiacca nelle ultime settimane del 2017, sotto il tiro dei realizzi dopo la performance da brividi registrata da inizio 2017 a novembre, quando le quotazioni, salendo oltre il massimo di 21 euro, hanno più che raddoppiato il proprio valore.

Moncler continua a guadagnare terreno, Fca torna sopra 19 euro

Hanno continuato a salire le azioni di Moncler (+2,2%), mentre gli investitori si interrogano sul progetto che verrà presentato il prossimo 20 febbraio a Milano, in occasione della settimana della moda, come ha già preannunciato il numero uno, Remo Ruffini. In più a fine febbraio la società pubblicherà i conti del 2017 e farà il punto con la comunità finanziaria. Hanno ripreso a salire anche le salire le Fiat Chrysler Automobiles (+1,8%), che così si sono riportate sopra la soglia dei 19 euro. Della galassia Agnelli hanno guadagnato lo 0,9% le Exor e l'1% le Cnh Industrial, mentre è rimasta al palo Ferrari. Davide Campari(-2,5%) ha pagato dazio sia al rafforzamento dell'euro, sia a un report sfavorevole di Deutsche Bank, che ha rivisto la raccomandazione sulle azioni da 'Buy' a 'Hold', pur ritoccando il target di prezzo da 6,5 a 6,9 euro (hanno chiuso a 6,2 euro).

Banche in ordine sparso, torna in primo piano il tema degli Npl

A Milano hanno registrato un andamento contrastato le azioni delle banche, mentre è tornato in primo piano il tema dei crediti deteriorati con la Commissione europea che ha manifestato apprezzamento per il ritmo di riduzione delle sofferenze italiane, ma ha sottolineato al tempo stesso che il livello rimane uno dei più elevati in Europa. Il rapporto Npls/crediti lordi in Italia è passato dal 16,2% del giugno 2016 al 12,2% del giugno 2017. La media europea, però, è passata nello stesso lasso di tempo dal 5,6% al 4,6%. Ieri, inoltre, a Roma si è tenuto un incontro riservato fra i vertici della banche italiane e il presidente del Supervisory Board del SSM, Danièle Nouy. Gli esperti di Equita sono convinti che il regolatore chiederà alle banche italiane di convergere verso un obiettivo di NPL ratio di circa 5% entro il 2022-23. Probabilmente ciò avverrà in due fasi, hanno commentato gli analisti, con un primo step target di circa 10% nel 2019, e poi un secondo al 5% entro il 2022-2023. «Questo schema non introdurrebbe rischi `sistemici` per le banche italiane, ma in attesa di mancanza di chiarezza sulle nuove iniziative sullo stock di sofferenze gli investitori manterranno un approccio prudente sull`industria». Approccio che si è fatto sentire sugli istituti più esposti ai crediti in sofferenza, come Banca Pop Er (-0,45%), Ubi Banca (-0,75%) e Banco Bpm(-1,45%). Quest’ultima, tra l’altro, non ha reagito alla notizia del Sole 24 Ore secondo la quale sarebbe prossima a cedere la banca depositaria con una valutazione di 150-200 milioni di euro.

In rialzo il risparmio gestito, debole Telecom
E' andato bene il risparmio gestito, con Azimut in progresso dell'1,97%, ancora sulla scia dell'annuncio che la società distribuirà una super cedola da 2 euro, il doppio rispetto a quella dell'anno precedente. Del comparto Banca Generaliha registrato un progresso del 2,2% e Banca Mediolanum dell'1,7%. E' andata in controtendenza Anima Holding (-0,3%), anche in vista dell'aumento di capitale che nei prossimi mesi dovrà lanciare la società. Operazione fino a un massimo di 300 milioni di euro. Telecom Italiaha perso lo 0,97%, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sul futuro della società, mentre intanto il cda ha deciso di andare avanti nella creazione della joint venture con Canal + per l'acquisto di contenuti televisivi.

L'euro si rafforza e si allontana da 1,22 sul dollaro

Volatilità per il cambio euro/dollaro che, dopo essersi spinto ieri ai massimi da tre anni a quota 1,2323 ed essere sceso nella notte a 1,217 (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali valute e qui quello del dollaro).

Petrolio stabile nel giorno del rapporto Opec

È stabile il petrolio dopo i rialzi della notte sulla scia delle tensioni in Nigeria (segui qui l'andamento di Brent e Wti). Intanto è stato pubblicato il rapporto dell'Opec nel quale sono state riviste al rialzo le previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio. L'organizzazione ha tuttavia puntato l’indice sull’offerta americana di shale oil, maggiore del previsto. Nel bollettino mensile l'Opec ha rilevato «crescenti indicazioni che il mercato si sta muovendo pacificamente verso un riequilibrio». Oggi è inoltre emerso che le scorte di greggio statunitensi sono calate quasi il triplo rispetto alle previsioni (-6,861 milioni di unità nella settimana chiusa il 12 gennaio, contro il calo di 2,3 milioni di barili atteso), mentre quelle di benzina sono cresciute più delle stime. Il ribasso delle scorte di petrolio è stato superiore a quanto anticipato dall'American Petroleum Institute, che ieri aveva parlato di un calo di 5,1 milioni di barili.

Sussidi disoccupazione Usa ai minimi da 45 anni
Nei sette giorni conclusi il 13 gennaio il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e' calato più delle stime, scivolando al minimo in quasi 45 anni. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 41.000 unità a 220.000, dopo le 261.000 della settimana precedente (invariato rispetto alla prima stima). Gli analisti attendevano un calo a 246.000. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da quasi tre anni, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, e' scesa di 6.250 a 244.500 unità.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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