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Schlumberger svaluta crediti per 939 milioni di dollari con Caracas e va in…

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Schlumberger svaluta crediti per 939 milioni di dollari con Caracas e va in rosso

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(Reuters)
(Reuters)

Il Venezuela è costato a Schlumberger quasi un miliardo di dollari in svalutazioni nel quarto trimestre 2017, contribuendo ad affondarne il bilancio: il colosso dei servizi petroliferi ha registrato una perdita netta di 2,26 miliardi, quasi dieci volte quella dello stesso periodo del 2016, quando il settore degli idrocarburi non mostrava ancora segnali di ripresa.

Oggi la stessa Schlumberger si dice ottimista, aticipando una forte espansione delle attività in Nord America – soprattutto grazie allo shale oil – e un ritorno alla crescita anche sui mercati internazionali, per la prima volta dal 2014.

Sui conti trimestrali hanno fatto da zavorra una serie di poste straordinarie, che non riguardano solo il Venezuela. Ci sono anche 1,1 miliardi di $ di oneri di ristrutturazione per la WesternGeco, divisione che si occupa di rilevazioni sismiche, che non ha avuto il successo sperato e d’ora in avanti smetterà di raccogliere nuovi dati.

Il precipitare della crisi nel Paese sudamericano ha invece portato a una svalutazione di 939 milioni di $ di crediti che Schlumberger evidentemente considera ormai inesigibili.

La società non intende troncare le relazioni con Caracas e spera ancora di incassare i pagamenti arretrati, ma in seguito ai «recenti sviluppi economici e politici» ha ritenuto «appropriato» fare un po’ di pulizia in bilancio.

Depurato dall’effetto delle poste straordinarie il risultato trimestrale è stato migliore delle attese, con un utile di 48 cents per azione invece dei 44 cents previsti dal consensus. Il fatturato è cresciuto del 15% a 8,18 miliardi di dollari.

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