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L’oro batte davvero l’inflazione o è un falso mito?

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strategie di portafoglio

L’oro batte davvero l’inflazione o è un falso mito?

(Ansa)
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L’oro rappresenta davvero un’assicurazione contro l’inflazione, che a detta di quasi tutti gli esperti tornerà a farsi vedere nel 2018 dopo una lunga assenza? Il metallo giallo ha chiuso l’anno appena terminato con la migliore performance da sette anni (+13%, sopra la soglia psicologica dei 1.300 dollari l’oncia) nonostante non si sia assistito a una fiammata del carovita. Ma se è vero che da quest’anno l’inflazione riprenderà a salire, come prevede la maggior parte delle banche d’investimento, avere in portafoglio oro difenderebbe i risparmiatori dall’erosione del potere d’acquisto della moneta?

Se guardiamo al passato, scopriamo che la correlazione tra oro e inflazione funziona solo a intermittenza. Come nota Charlie Bilello, analista di Pension Partners, è vero che dal 1975 al 2017 l’oro ha messo a segno un rialzo del 581% contro il 375% dell’inflazione. Ma è altrettanto vero che altri tipi di asset, come azioni e obbligazioni, nello stesso periodo di tempo hanno decisamente sovraperformato l’oro in termini reali, ossia depurati dall’inflazione.

Tra il gennaio 1975 e l’ottobre 2017, l’oro ha messo a segno ritorni reali medi annui dello 0,9% contro il 4,5% delle obbligazioni investment grade e l’8,4% dell’indice S&P500 total return. Tra l’altro il metallo prezioso mostra una performance inferiore ma con una volatilità annua media (19,5%) superiore a quella dello S&P500 (14,8%) e delle obbligazioni “investment grade” (6,7%): quindi con un livello di rischiosità maggiore, ma per ottenere risultati inferiori.

Persino sul piano della continuità l’oro non risulta il miglior asset per battere l’inflazione. Tra il 1979 e il 2017, considerando cicli quinquennali, il metallo giallo ha sovraperformato il carovita solo nel 45% dei casi, mentre i bond “investment grade” hanno battuto l’inflazione l’86% delle volte. In alcuni specifici periodi poi, anche molto lunghi, il metallo giallo ha nettamente sottoperformato l’inflazione. È stato il caso del ventennio 1981-2000, in cui a fronte di un raddoppio del carovita (+102%) il metallo giallo ha perso più della metà del suo valore (-54%).

Chi negli anni Ottanta e Novanta avesse cercato nell’oro la polizza assicurativa contro l’erosione del proprio potere d’acquisto avrebbe decisamente fatto la mossa sbagliata, insomma, anche se va ricordato che in altri periodi (tra il 1977 e il 1980 oppure tra il 2001 e il 2012) il metallo giallo ha compiuto la sua missione di sovraperformare il carovita. «Ma è un falso mito quello che l’oro rappresenti la miglior assicurazione contro l'inflazione - conclude Bilello - l'evidenza dei fatti suggerisce il contrario».

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