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Leonardo presenta il piano: spinta sugli elicotteri, ma la Borsa lo…

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titolo in volatilità a piazza affari

Leonardo presenta il piano: spinta sugli elicotteri, ma la Borsa lo boccia

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Ancora due anni non facili e poi la svolta vera dal 2020 quando, anche grazie al ritorno a doppia cifra della redditività degli elicotteri e alla spinta garantita dai pagamenti relativi alla maxi-commessa in Kuwait per gli Eurofighter, Leonardo - Finmeccanica promette di riprendere stabilmente la via della crescita «solida, consolidata e sostenibile», per dirla con le parole dell'ad Alessandro Profumo. A Vergiate, in uno degli storici stabilimenti dell'ex AgustaWestland (ora divisione elicotteri), i vertici del gruppo aerospaziale hanno svelato oggi il nuovo piano industriale 2018-2022.

«Il 2017 è stato un anno deludente: abbiamo avuto un mercato debole nel settore degli elicotteri. Ora vogliamo creare delle aspettative realistiche», ha esordito il ceo Profumo illustrando le prossime sfide di Leonardo - Finmeccanica al mercato, che, per ora, non ha premiato la strategia futura del gruppo (in Borsa il titolo sta cedendo terreno ed è stato anche sospeso in asta di volatilità). «Nel 2017 abbiamo toccato il fondo e vogliamo riprenderci per accelerare il nostro percorso di crescita», prosegue il numero uno per poi sottolineare che Leonardo sta entrando «in una nuova fase dove i nostri mercati di riferimento stanno crescendo del 6%».

Il gruppo manda dunque in archivio il 2017 confermando le guidance riviste a ribasso e già annunciate a novembre (ricavi tra 11,5 e 12 miliardi, Ebita a 1,05-1,1 miliardi e il Focf, il flusso di cassa disponibile, compreso tra 500 e 600 milioni), mentre gli ordini sono attesi tra 11,3 e 11,7 miliardi per via dell'impatto negativo collegato alla finalizzazione di un contratto sull'aereo C27J export.

L’indebitamento, invece, è previsto a 2,6 miliardi, considerando anche l’effetto del riacquisto dei bond in dollari lanciato dal gruppo nelle scorse settimane.
Nel 2018, poi, i ricavi e debito rimarranno stabili, ma Leonardo è convinta che cresceranno sia gli ordini (12,5-13 miliardi) e, seppur leggermente, anche l'Ebita (1,07-1,12 miliardi), mentre sul flusso di cassa, stimato a 100 milioni, peseranno la tabella di marcia del contratto per gli Eurofighter, come pure la riduzione degli anticipi da clienti e la necessità di maggiori investimenti finalizzati alla crescita. Il cambio di rotta, come detto, arriverà non prima del 2020, quando anche la generazione di cassa, sospinta soprattutto dagli elicotteri, accelererà la sua crescita. Nel quinquennio, dunque, gli ordini cresceranno a un tasso medio annuo superiore al 6%, con un book to bill (il rapporto tra ordini e ricavi) sopra o uguale a 1, i ricavi saliranno a un ritmo tra il 5 e il 6%, mentre per l'Ebita il progresso medio annuo sarà compresa tra 8% e il 10% e redditività maggiore al 10% nel 2020.

Per riportare il gruppo sui binari della crescita, si agirà, spiegano i vertici di Leonardo, attraverso un mix fatto di controllo rigoroso dei costi e dei clienti, valorizzando ulteriormente il modello “one company”, avviato dalla gestione precedente, anche grazie all'apporto che assicurerà la nuova strategia commerciale voluta da Profumo che, fin dal suo arrivo al timone del gruppo, ha sottolineato l’esigenza di porre il cliente al centro del business e ha creato una unità ad hoc affidata alla guida di Lorenzo Mariani.

Infine, il capitolo degli elicotteri alla base del profit warning di novembre e del successivo tonfo in Borsa. «Non ci sono problemi strutturali», insistono il ceo Profumo e il capo della divisione Gian Piero Cutillo. «Abbiamo intrapreso le azioni necessarie per tornare alla crescita con un nuovo team , vogliamo essere trasparenti con tutti voi», sottolinea il top manager. Fiducioso che i segnali positivi sui mercati e le contromisure adottate riporteranno la divisione a «risultati già nel breve termine».

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