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Flash crash a Wall Street: così la volatilità mette paura ai…

DIETRO IL CROLLO

Flash crash a Wall Street: così la volatilità mette paura ai trader automatici

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Trader automatici. Operatori ultraveloci. Timori sull’inflazione. Calo del rendimento del Treasury a 10 anni. E poi il Vix che, dopo un lungo periodo di totale letargo, si è risvegliato. C’è un po’ di tutto questo nel crollo del Dow Jones di questa sera (in calo di oltre il 6%) e nel suo repentino rimbalzo (in pochi minuti ha riconquistato parte delle perdite prima di chiudere a -4,6%). Si è trattato di un tonfo che ha fatto perdere al Dow Jones oltre 1.000 punti. Il calo intraday maggiore della storia del listino in termini di punti.

Partiamo dal Vix. Diversi esperti avevano messo in guardia, anche dalle pagine del Sole 24 Ore, riguardo all’eccessiva uniformità delle strategie degli investitori. Un’operatività, spesso dei trader automatici, troppo «appiattita» sulla volatilità. Il rischio era che se il Vix fosse balzato verso l’alto sarebbero scattati gli ordini di vendita. Tutti all’unisono. E così, molto probabilmente, è stato. L’indice della paura, dopo avere traccheggiato intorno a quota 16, è schizzato oltre il livello di 32. Di conseguenza il paniere dei titoli industriali statunitensi è scivolato all’ingiù.
Altro contributo importante alla dinamica di Borsa è, poi, arrivato dai Treasury. È noto che gli investitori guardano molto alla differnza tra il rendimento di Wall Street (inteso come quota degli utili sull’S&P 500) è lo yield del titolo di Stato Usa decennale. Questo spread, secondo Bloomberg, era arrivato ai minimi degli ultimi 8 anni. In un simile contesto, anche a fronte dei primi timori sul fronte dell’inflazione, c’è stato lo “switch” dall’azionario verso il reddito fisso. Tanto che il tasso del Treasury decennale in poco tempo è passato da oltre 2,85% a 2,76%. In quello stesso arco di tempo ci sono state le vendite sulle azioni. Poi, come per incanto, il rendimento del Treasury è tornato a salire (cioè il titolo è stato venduto). E, di conseguenza, l’azionario ha ripreso fiato.

A ben vedere il flash crash di Wall Street è seguito ad una giornata negativa per i listini europei. I mercati azionari del vecchio continente, infatti, sono risultati tutti in calo: Parigi ha chiuso in ribasso dell'1,48%, Londra dell'1,46% mentre Francoforte ha provato a contenere le perdite segnando un
risultato negativo finale dello 0,76%. Piazza Affari, dal canto suo, ha concluso la seduta con l'indice Ftse Mib in calo dell'1,64% a 22.821 punti e l'Ftse All share in
ribasso dell'1,61% a quota 25.130.

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