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I cinesi ci riprovano con Daimler

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I cinesi ci riprovano con Daimler

  • –Mario Cianflone

Geely insiste su Daimler. La casa cinese che controlla Volvo (e Lotus) mira a conquistare una quota della Stella a tre punte pari a circa il 5 per cento. A novembre Stoccarda ha rispedito al mittente una richiesta ufficiale in tal senso, anche perché Geely chiedeva oltretutto uno sconto. Le voci di un nuovo tentativo sono arrivate da media tedeschi, e in particolare il settimanale Bild am Sonntag, che hanno attinto a fonti provenienti da banche di investimento che starebbe (il condizionale è d’obbligo) gestendo l’operazione.

All’epoca della prima manifestazione di interesse Daimler rispose che Geely sarebbe stata benvenuta, ma solo se lo scopo era comprare azioni di mercato e investire a lungo termine ma non che non c’erano margini per accordi di altro genere. Qualora Geely dovesse realmente acquisire il 5% del gruppo Daimler (e dunque dei marchi Mercedes e Smart) diventerebbe, dopo Kuwait Investment Authority e BlackRock, il terzo principale azionista.

La notizia della rinnovata volontà cinese arriva qualche giorno dopo due annunci importanti per il gruppo della stella a tre punte: il lancio della nuova generazione di Mercedes Classe A e la conferma che Mercedes ha mantenuto la leadership nel settore premium a livello mondiale come singolo marchio. E questo a seguito di un altro anno record del gruppo sia a livello finanziario sia di volumi di vendita a livello globale. Il fatturato del 2017 del colosso tedesco è cresciuto del 7% rispetto all’esercizio precedente per un totale di 164,33 miliardi di euro, mentre l’utile netto ha visto un rialzo pari al 24% fino a sfiorare quota 11miliardi di euro ( 10,864 miliardi per la precisione) mentre l’Ebit si è attestato a 14,682 miliardi e questo si traduce in un incremento del 14 per cento. Da primato, come detto, anche le immatricolazioni complessive, salite del 9% per un totale di 3,3 milioni di esemplari. In rialzo le vendite di tutte le divisioni oltre a quella dell’auto, cioè camion, bus e veicoli commerciali leggeri.

Daimler è dunque un gruppo sano e non ha bisogno di aiuti esterni, al contrario di Volvo, acquisita da Geely otto anni fa (era di Ford) in pessime condizioni. Ora Volvo è in carreggiata con vendite in aumento e nuovi modelli. Cosa potrebbe volere dunque Geely da Daimler? La casa cinese, che tra l’altro ha comprato la disastrata Lotus ma ancora non ha annunciato un piano di rilancio, è in realtà interessata alla tecnologia per l’auto elettrica di Daimler e punta a creare una joint venture per costruire vetture alla spina a Wuhan in Cina.

Del resto il gruppo di Stoccarda ha avviato una strategia per l’elettrificazione che vede la creazione di un brand “full electric” battezzato EQ che prevede una gamma di vetture a ioni di litio (e per il primo modello la EQ C, un suv grosso delle dimensioni della Glc sono persino stati già aperti gli ordini in Norvegia). Inoltre, a partire dal 2020 le Smart diranno addio ai motori a benzina e saranno solo elettriche.

I cinesi, che sull’auto elettrica vogliono giocare una partita in grado di ridisegnare la geografia dell’auto, sono dunque interessati alle tecnologie che Daimler oltretutto svilupperà investendo cifre enormi: il gruppo ha, infatti, annunciato che investirà 32 miliardi di euro nei prossimi due anni per la ricerca e lo sviluppo.

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