Finanza & Mercati

3/4 Valute/Il mercato dei cambi indica che non c’è fuga dal rischio

    asset class

    Azioni, bond, valute, materie prime: come hanno reagito alla tempesta di Wall Street (e che cosa aspettarsi ora)

    3/4 Valute/Il mercato dei cambi indica che non c’è fuga dal rischio

    Il mercato delle valute dà un responso netto sui forti scossoni finanziari che hanno colpito i mercati nelle ultime sedute: al momento il mood degli investitori non è in modalità fuga dal rischio.

    Porti sicuri
    È vero: Wall Street e i principali indici azionari globali hanno preso una bella legnata perdendo in poche ore i guadagni accumulato nell’intero mese di gennaio. Ma dietro questo ribasso dell’asset più rischioso per definizione (il comparto azionario) al momento non si cela un movimento “flight to quality”, ovvero uno spostamento dei capitali verso quelli che sono considerati i porti sicuri. Ce lo dicono proprio le valute. Il franco svizzero ieri ha perso lo 0,9% nei confronti dell’euro e lo 0,6% sul dollaro. Anche lo yen, l’altro rifugio per antonomasia (considerato anche una sorta di bancomat globale per le operazioni di carry trade), ha disegnato una traiettoria simile chiudendo in calo di mezzo punto su euro e dollaro nell’ultima settimana.
    Se due indizi non fanno una prima ne arriva un terzo (preso in prestito dalle materie prime). L’oro - l’asset classico in cui si posizionano gli investitori nei momenti di panic selling - ieri ha perso lo 0,8%.

    Il mood dei mercati
    La storia che invece ci racconta il mercato delle valute - proiettabile anche per le prossime sedute - è che i mercati si stanno posizionando, molto più semplicemente, su un mood che prevede un rialzo dei tassi globali più rapido del previsto. A partire dagli Stati Uniti. Tassi più alti in teoria dovrebbero corrispondere a un dollaro più forte. Bene, il biglietto verde da inizio settimana ha guadagnato su scala globale l’1,5%, recuperando così una parte delle perdite accumulate dallo scorso novembre (-6%). Il dollaro è ripartito nel momento in cui i tassi dei Treasury a 10 anni hanno sfiorato il 2,9% raggiungendo così un momentaneo punto di equilibrio tra tassi e valuta che al momento sta mettendo d’accordo gli investitori. Il dollaro ha guadagnato terreno anche nei confronti dell’euro. Dopo aver raggiunto un massimo di periodo a quota 1,252 dollari il cambio si è ridimensionato ieri sotto quota 1,24. Al momento la soglia di 1,3 sembra molto lontana. Le valute in ogni caso saranno nelle prossime settimane il termometro del rischio che corre sui mercati, al pari dell’indice Vix (che misura la volatilità a Wall Street). Se franco e yen riprenderanno a correre, allora vorrà dire che dietro l’attuale correzione sull’equity ci potrebbe esserci qualcosa di più profondo. (Vito Lops)

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