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Chi è Gip, il fondo Usa che vuole comprarsi Italo

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Oggi la decisione del cda

Chi è Gip, il fondo Usa che vuole comprarsi Italo

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Un fondo americano tutto dedicato alle infrastrutture, con tre direttrici principali: trasporti, energia e gestione di acque e rifiuti. Forte di grandi asset internazionali per 40 miliardi di dollari che oggi vanno dall’aeroporto londinese di Gatwick a uno storage di gas liquefatto in India fino alla Equis Energy di Singapore, dove ha appena capitanato un’acquisizione record da cinque miliardi nelle fonti rinnovabili.

Il Global Infrastructure Partners che ha messo gli occhi su Italo è nato nel 2006 da un gruppo di top executive di Credit Suisse e General Electric con decenni di esperienza - finanziaria e tecnica - nel campo. Dei sedici pertner, tre sono ex Ge e nove ex CS, a cominciare dal presidente e managing partner Adebayo Ogunlesi. Le società nel suo portafoglio - una quindicina, concentrate in Paesi Ocse - rappresentano un piccolo impero: vantano entrate annuali superiori ai cinque miliardi e 21.000 dipendenti. La strategia seguita dal quartier generale di Manhattan prescrive la caccia a asset di qualità con il potenziale di generare significativi guadagni per investitori che, rispetto agli iniziali finanziamenti di Credit Suisse e Ge, si sono ampliati fino a contare su grandi fondi sovrani e fondi pensione. Allo stesso tempo Gip punta a «realizzare miglioramenti che durino ben oltre la fine del controllo» da parte del fondo. Un esempio nella sua prima scommessa: rilevò il London City Airport nell’ottobre di undici anni or sono e lo vendette nel 2016 con un forte guadagno, secondo quanto trapelato 2,5 miliardi di dollari, più del doppio dell’iniziale investimento.

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