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Parmalat, smacco sulla maxi-causa da 1,8 miliardi contro il colosso…

svanisce un super-tesoretto

Parmalat, smacco sulla maxi-causa da 1,8 miliardi contro il colosso Citi

Autobotte davanti allo stabilimento Parmalat di Collecchio (Ansa)
Autobotte davanti allo stabilimento Parmalat di Collecchio (Ansa)

Il colosso americano Citi, la più grande banca commerciale al mondo, vince contro Parmalat. In ballo c’è un maxi-risarcimento da 1,8 miliardi di euro. È solo il primo round giudiziario di una causa partita nel 2015 ma che risale addirittura ai tempi del crack di Calisto Tanzi, nel lontano 2003. Al momento per il gruppo alimentare di Collecchio, di proprietà di Lactalis (la multinazionale francese travolta dallo scandalo del latte per bambini contaminato), è uno smacco: un’eventuale vittoria avrebbe regalato un secondo super-tesoretto (il primo era quello accumulato dall’ex commissario straordinario Enrico Bondi e in parte usato da Lactalis per fare acquisizioni).

Stamattina si è appreso che il 25 gennaio scorso il Tribunale di Milano ha accolto l'eccezione di giudicato proposta da Citi e ha rigettato nella sua interezza il risarcimento di Parmalat contro Citi (ed alcuni suoi dipendenti) . I giudici hanno stabilito che la domanda del gruppo italiana è, in effetti, una duplicazione rispetto a quella che era stata già presentata ne 2008 in New Jersey e all’epoca respinta come priva di merito dalla Corte americana. Per i giudici italiani non ci sarebbe possibilità di riesaminarla. Il Tribunale ha poi condannato Parmalat a pagare tutte le spese legali.

La banca americana - difesa dagli avvocati Fabio Guastadisegni, Carlo Felice Giampaolino, Andrea Tuninetti, Francesco Panetti e Tommaso Di Marcello dello studio Clifford Chance - ha manifestato la propria soddisfazione per l'esito del giudizio milanese e per il fatto che il Tribunale abbia accolto l'eccezione preliminare che era stata sollevata, ossia che la richiesta di Parmalat era già stata analizzata e rigettata negli Stati Uniti.


Parmalat ha risposto che presenterà appello contro tale sentenza, ritenendola «erronea e ingiusta». L’azienda emilina ha ricordato che la causa non era nata dal nulla, ma seguiva il patteggiamento di un procedimento penale, dove Parmalat era parte civile, a sua volta partito dalla Procura di Parma contro ex funzionari Citibank finiti a processo per bancarotta fraudolenta.

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