Finanza & Mercati

Operazione Gip-Italo, segnale di fiducia per il sistema Paese

  • Abbonati
  • Accedi
visto dagli usa

Operazione Gip-Italo, segnale di fiducia per il sistema Paese

NEW YORK - C’è una cosa importante da rilevare nell'operazione Gip-Italo: un fondo americano ha dato fiducia al nostro sistema Paese nel momento in cui da più parti si sollevano dubbi, preoccupazioni, incertezze sulla stabilità e credibilità dell'Italia alla vigilia di elezioni chiave per il nostro futuro politico. Abbiamo visto listini instabili (anche al netto delle turbolenze americane) abbiamo visto dichiarazioni di importanti gestori poco rassicurati dal fatto che alle prossime elezioni non vi è un quadro prevedibile di alleanze di governo, peggio, terrorizzati dal fatto che il Movimento 5 Stelle possa andare in qualche modo al governo.

Avremmo potuto spendere fiumi di inchiostro per spiegare ai nostri interlocutori della finanza globale che per storia e tradizione il sistema economico del nostro Paese è vaccinato dalle peripezie della politica da decine di “cadute” di governi. Per chi l'avesse dimenticato, il governo Gentiloni è il 65esimo governo italiano dal 1946! È vero, abbiamo passato momenti difficilissimi negli ultimi anni, recessione, disoccupazione, fallimenti, banche in seria difficoltà, fiducia nel nostro debito a livelli bassissimi. Ma è anche vero che gran parte di quella situazione l’abbiamo subita per via di fattori esogeni, per colpa di politiche restrittive (leggi Germania) nel momento in cui occorreva invece premere sull'acceleratore, come insegna la più semplice e chiara teoria keynesiana. Quel che è stato è stato. Ma, nonostante tutto, e grazie alla politica espansiva di Mario Draghi, ci siamo ripresi.

Ora l’economia cresce, le banche sono solide e macinano profitti (vedi Unicredit nelle ultime ore), l'occupazione si è ripresa un pochino e i treni partono e arrivano in perfetto orario. Certe cose non cambieranno dopo le elezioni. Il danno che potrebbe fare un risultato elettorale incerto è minimo. Guardate alla Germania, che per cinque mesi è rimasta in bilico senza un nuovo governo. L'economia ha sofferto? No, ciascuno procede con la sua vita del giorno per giorno anche nel mezzo di un lungo negoziato per formare una coalizione di governo.

Ma se tutto questo è difficile da spiegare a un investitore straniero, per chi avesse ancora dubbi, dobbiamo di nuovo fare riferimento alla decisione del fondo Gip: hanno investito oltre due miliardi di euro non solo su Italo ma sul sistema Italia. Non c'è niente miglior indicatore per le condizioni di salute di un sistema Paese di una ferrovia: se la gente viaggia, si muove, vuole dire che le cose funzionano. Oggi vanno certamente bene. Ma Gip sta scommettendo sul futuro, sta investendo sui prossimi 5/7 anni e forse oltre. Difficile avere un segnale di fiducia più importante di questo. Speriamo che all’estero se ne accorgano.

© Riproduzione riservata