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Visco: nuovo governo non lasci dubbi al mercato sui conti

il congresso assiom forex

Visco: nuovo governo non lasci dubbi al mercato sui conti

(Ansa)
(Ansa)

Riforme credibili per l’Italia, revisione dei modelli di business per le banche, nessuna resistenza all’attuazione della riforma delle banche di credito cooperativo, sostenibilità negli interventi per la riduzione dei crediti deteriorati e ruolo attivo del nostro Paese nel processo di costruzione dell’Europa. Questi i 5 punti chiave della relazione del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al congresso Assiom Forex di Verona.

Bene l’Italia, ma servono riforme efficaci e credibili
Il quadro economico italiano è in miglioramento, il Pil ha «nettamente accelerato» e la crescita è salita dallo 0,9% del 2016 all’1,5% dello scorso anno (dato leggermente rivisto dalla Banca d’Italia rispetto al precedente 1,4%). «Quest’anno la crescita del prodotto dovrebbe proseguire a un ritmo prossimo all’1,5%», ha spiegato il Governatore Ignazio Visco, aggiungendo che l’incremento del Pil resterà «al di sopra dell’1% anche nel prossimo biennio».

Si tratta di previsioni che presuppongono «il mantenimento di condizioni finanziarie accomodanti». Evidente quindi il riferimento alle politiche monetarie della Banca centrale europea, ma ancora più chiaro è l’invito all’Italia a non cercare facili alibi: «Non è della normalizzazione della politica monetaria che ci si deve preoccupare - avverte Visco - ma della credibilità e dell’efficacia delle riforme e del processo di riduzione dell’incidenza del debito sul prodotto». Nel discorso non appaiono riferimenti diretti alle imminenti elezioni, ma si sottolinea che non ci saranno effetti negativi «se le politiche nazionali avranno saputo consolidare la ripresa in atto, senza lasciare dubbi agli investitori sulla determinazioni del governo a mantenere l’equilibrio dei conti pubblici e senza deviare dal percorso di riforma avviato in questi anni».

Le banche devono rinnovare i modelli di business
Il miglioramento del quadro generale per il settore finanziario è evidente, soprattutto sotto l’aspetto della riduzione del rischio collegato ai crediti deteriorati (diminuiti rispetto ai massimi del 2015 da 200 a 140 miliardi e da 86 a 60 miliardi per le sole sofferenze), ma non è ancora sufficiente. «La redditività delle banche italiane è migliorata», sottolinea Visco, ma resta «ancora bassa». «Una profonda revisione dei modelli di operatività delle banche, in Italia come in Europa, resta inevitabile». A questo proposito il Governatore fa un chiaro accenno non soltanto alla «dinamica delle rettifiche» sui crediti, ma anche alla crescente «concorrenza nel mercato del risparmio gestito» e non ultima alla sfida della digitalizzazione. Gli intermediari devono quindi «agire su più fronti per recuperare redditività e capacità competitiva: comprimere ulteriormente i costi; realizzare operazioni di aggregazione o iniziative di tipo consortile che consentano di sfruttare sinergie di costo e di ricavo; investire per cogliere efficacemente sfide e opportunità connesse con gli sviluppi del comparto Fintech».

Le Bcc non facciano resistenza al processo di riforma
Le Banche di credito cooperativo hanno coefficienti patrimoniali «più elevati di quelli di sistema». Il divario «è andato riducendosi», ma l’incidenza delle sofferenze resta «maggiore di oltre due punti percentuali rispetto alla media, con tassi di copertura significativamente minori». Anche per questo le Bcc devono premere sull’acceleratore nel loro processo di riforma. «La preparazione della costituzione dei gruppi cooperativi va accelerata, con il pieno sostegno alle future capogruppo da parte delle affiliate», ha detto Visco, avvertendo che «ritardi o resistenze al cambiamento finirebbero con il compromettere il successo della riforma»

Addendum necessario, ma intervento sia sostenibile e non destabilizzante
Non manca il riferimento alla prossima introduzione «di un approccio temporale alla valutazione dei prestiti deteriorati», il cosiddetto e ampiamente discusso addendum. Su questo punto Visco è chiaro: «La riduzione dei crediti deteriorati è necessaria per ridurre i rischi e i costi di finanziamento delle banche - sottolinea, tuttavia - va ottenuta con interventi che tengano conto delle condizioni di partenza , siano sostenibili e non producano effetti prociclici destabilizzanti». In particolare il Governatore insiste sulla necessità di «parità di trattamento tra intermediari che operano in contesti diversi», invitando l’Italia ad accrescere «efficienza e rapidità della giustizia civile».

L’Italia deve contribuire al processo di costruzione dell’Europa
Infine, non manca l’invito fermo all’Italia affinché svolga un ruolo attivo e autorevole nel processo di formazione dell’unione politica europea. Perchè se è vero che i tempi non sembrano «maturi», è altrettanto vero che «con lungimiranza si possono compiere passi importanti in quella direzione». «L’Italia - questo dunque l’auspicio e l’invito del Governatore - è chiamata a contribuire con autorevolezza al dibattito in corso in Europa. La sua posizione sarà tanto più forte e la sua azione tanto più efficace quanto più sarà continuo e credibile l’impegno a migliorare il potenziale di crescita e ad assicurare la stabilità finanziaria».

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