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Le sfide della finanza e il «convitato di pietra» delle elezioni del…

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Il 24esimo Congresso

Le sfide della finanza e il «convitato di pietra» delle elezioni del 4 marzo

(Ansa)
(Ansa)

Si avvertiva la presenza di un convitato di pietra nel corso del 24esimo congresso Assiom Forex che ha riunito oggi a Verona gli operatori dei mercati finanziari e anche il gotha del mondo economico italiano. Nessuno o quasi, nel corso degli interventi, delle sessioni di lavoro e delle tavole rotonde in programma al Cattolica Center ha direttamente nominato l’appuntamento ormai incombente del voto del 4 marzo, ma è apparso chiaro a tutti i presenti come dall’esito delle elezioni dipenda in fondo gran parte del futuro di un Paese in graduale, ma consolidata ripresa, dei suoi rapporti con il resto di un’Europa impegnata in un processo di unione pieno di ostacoli, e anche di un settore bancario che a fatica sta provando a mettersi alle spalle la questione dei crediti deteriorati.

L’avvertimento al governo del futuro: equilibrio dei conti
Il graduale alleggerimento dell’espansione monetaria che ci si aspetta entro fine anno da parte della Banca centrale europea è infatti un elemento che tiene in generale apprensione l’intera comunità, ma nel suo intervento il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, non ha mancato di mettere in chiaro che la questione possa essere superata e che non ci saranno effetti negativi, a un patto preciso però: le politiche nazionali non dovranno «senza lasciare dubbi agli investitori sulla determinazione del governo a mantenere l’equilibrio dei conti pubblici, senza deviare dal percorso di riforma avviato in questi anni».

Padoan: il sentiero del debito si sta invertendo
Il nuovo Governo, di qualunque colore sia, dovrà quindi mantenere la barra dritta sul tema del debito, senza lasciarsi andare a pericolose concessioni dettate da derive populiste e dalla necessità di mantenere promesse elettorali più o meno fantasiose. Il debito, come ha sottolineato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel corso della tavola rotonda moderata dal direttore de Il Sole 24 Ore, Guido Gentili, «si sta stabilizzando», mentre il sentiero stretto dell’equilibrio dei conti «si sta allargando» e porta con sé un altro elemento importantissimo per la sostenibilità dell’economia, «l’inversione di tendenza del debito, che in questi anni anche a causa della profonda recessione è andato aumentando nel nostro Paese, ma che adesso si sta stabilizzando e che mi aspetto possa iniziare a scendere in modo deciso e vigoroso negli anni a venire».

Più autorevolezza e peso in Europa
La questione coinvolge la stessa credibilità del nostro Paese nei confronti degli interlocutori all’estero, che secondo lo stesso Visco è fondamentale anche ai fini della costruzione dell’Unione europea. «L’Italia è chiamata a contribuire con autorevolezza al dibattito in corso in Europa», auspica infatti il Governatore, avvertendo che «la sua posizione sarà tanto più forte e la sua azione tanto più efficace quanto più sarà continuo e credibile l’impegno a migliorare il potenziale di crescita e ad assicurare la stabilità finanziaria». E da questo dipende in fin dei conti anche la capacità delle autorità del nostro Paese di influenzare, per quanto possibile, le scelte cruciali che si devono ancora compiere sul piano regolamentare all’interno del settore finanziario.

Gli interventi sui crediti deteriorati non siano destabilizzanti
Su questo punto, la platea sembra aver apprezzato particolarmente la posizione equilibrata, ma allo stesso tempo decisa mantenuta da Visco, che da una parte ha sottolineato come la riduzione dei crediti deteriorati sia «necessaria per ridurre i rischi e i costi di finanziamento delle banche» e dall’altra ha avvertito che i risultati vanno ottenuti «con interventi che tengano conto delle condizioni di partenza , siano sostenibili e non producano effetti prociclici destabilizzanti». Chiaro in questo caso il riferimento alla contestata questione del cosiddetto addendum, così come altrettanto chiaro è risultato l’invito a considerare gli effetti potenzialmente negativi di una revisione del trattamento prudenziale dei titoli di Stato detenuti dalle banche: modifiche che «se mal disegnate o mal calibrate rischiano di essere controproducenti».

Belluti (Assiom Forex): attenzione ai criteri Nsfr sui titoli di Stato
I rischi potenziali sui titoli di Stato, anche in vista di una progressiva riduzione dei riacquisti legati al Pspp della Bce, sono stati evidenziati anche dallo stesso presidente di Assiom Forex, Luigi Belluti, nel corso del suo intervento in un passaggio che ha destato molta attenzione fra gli stessi operatori sui mercati. «Se non si cambiano le metriche di calcolo - ha detto Belluti, riferendosi ai criteri di determinazione del net stable funding ratio per quanto riguarda i titoli di Stato detenuti nel banking book - mano a mano che si stabilizza a livelli normali la liquidità nel sistema, rischiamo di far implodere il mercato dei sovrani, soprattutto in Paesi ad alto debito come l’Italia».

Più decisione e linee programmatiche nel primo discorso dopo la conferma
Il discorso di Visco era anche particolarmente atteso anche perché il primo dopo la sua contestata riconferma ai vertici della Banca d’Italia e sotto questo aspetto gli operatori sembrano aver apprezzato lo sforzo effettuato nel delineare il programma di azione di via Nazionale nei prossimi anni e soprattutto una maggiore decisione nel tracciare le linee guida che l’attività di sorveglianza dovrà seguire. Non è sfuggita, sotto questo aspetto, la bacchettata riservate alle Banche di credito cooperativo, che non devono opporre «ritardi o resistenze al cambiamento» che finirebbero con il compromettere il successo della riforma che le riguarda. Le critiche rivolte dal mondo politico, sotto questo aspetto, sembrano aver colto nel segno.

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