Finanza & Mercati

L’Asia punta sul solare italiano. Da Fosun a Mizuho ecco i…

  • Abbonati
  • Accedi
L’asta sul fotovoltaico di RTR

L’Asia punta sul solare italiano. Da Fosun a Mizuho ecco i pretendenti per Rtr

L’Asia si affaccia sul solare italiano. È partita da una decina di giorni l'asta su Rtr Rete Rinnovabile, tra le maggiori società europee del settore fotovoltaico. Nel giro di qualche settimana dovrebbero arrivare le manifestazioni d'interesse preliminari all'azionista Terra Firma, aiutato dagli advisor JPMorgan, Jefferies e Unicredit oltre che dallo studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli. E, notizia dell'ultima ora, si sarebbero fatti avanti gruppi cinesi e giapponesi. Tra i potenziali acquirenti, secondo quanto indicato da Dealreporter, ci sarebbero ci sarebbero infatti gruppi come la giapponese Marubeni Corporation, ma anche il private equity Fosun e la società di Singapore Mizuho Asia Partners. Proprio Terra Firma, del resto, avrebbe fatto un viaggio in Asia qualche mese fa per spiegare agli investitori cinesi e giapponesi le potenzialità del solare italiano.

Il controvalore della transazione è rilevante: circa 1,5 miliardi di euro. Rtr possiede 132 impianti, di varie dimensioni, distribuiti capillarmente in oltre cento municipalità, dal Friuli alla Sicilia. Con 332 megawatt installati Rtr è il primo operatore indipendente del solare in Italia e quello con la maggiore presenza sul territorio.

Tra i possibili compratori ci sarebbero anche i gruppi petroliferi, da Eni fino a Bp (l'ex-British Petroleum). Le «oil company» stanno cercando di diversificarsi nel settore dell'energia pulita, ma hanno bisogno da una parte di fare acquisizioni di una certa dimensione (Rtr vale, appunto, 1,5 miliardi) e dall'altra cercano aziende con una forte connotazione di competenze tecnologiche e manageriali.

Proprio Bp ha già acquisito qualche mese fa il controllo di una società delle rinnovabili, l'inglese Lightsource Renewable Energy Ltd, costata 200 milioni di dollari. Inoltre stanno cercando di darsi una connotazione “verde” in opposizione alle polemiche sui danni ambientali, soprattutto in quei Paesi (ad esempio in Africa) dove avviano le esplorazioni e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi.

C’è poi da dire che l'energia verde continua a rappresentare il futuro ed è dunque necessario essere presenti con un piede. Tra i potenziali compratori pronti a prendere in considerazione il dossier, ci sarebbero anche i maggiori protagonisti italiani dell'energia, da Enel (affiancata a F2i) fino a Erg.

© Riproduzione riservata