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Barclays, frode sui fondi del Qatar

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Barclays, frode sui fondi del Qatar

  • –Nicoletta Degli Innocenti

LONDRA

Le accuse di frode arrivano al cuore di Barclays Bank. Il Serious Fraud Office (Sfo), il guardiano dei mercati britannico, ieri ha annunciato che anche il braccio operativo della banca britannica è formalmente accusato di finanziamenti illegali relativi a un prestito al Qatar all’apice della crisi finanziaria.

Nel giugno scorso il Sfo aveva già accusato Barclays Plc, la divisione britannica del gruppo, riguardo un aumento di capitale nel 2008 che aveva evitato alla banca il salvataggio di Stato che era stato invece necessario per Royal Bank of Scotland e Lloyds. Le accuse di attività illegale sono dirette anche all’ex Ceo John Varley e altri ex dirigenti della banca, che saranno processati il prossimo anno.

Il fatto che le autorità ora abbiano deciso di rivolgere le accuse anche a Barclays Bank, la casa madre che detiene la licenza di operare in Gran Bretagna e all’estero, aggrava la situazione perché in teoria una eventuale condanna potrebbe portare a sanzioni da parte degli enti di regolamentazione e nella peggiore delle ipotesi alla revoca della licenza bancaria del gruppo. Durante la crisi finanziaria Barclays aveva accettato un prestito di 12 miliardi di sterline da Qatar Holdings, controllata dallo Stato dell’Emirato e altri investitori di Abu Dhabi e Singapore, riuscendo così a restare indipendente dal Tesoro britannico. Al tempo stesso, la banca aveva prestato al Qatar 3 miliardi di dollari (2,2 miliardi di sterline). L’accusa delle autorità è di triangolazione illecita: la banca britannica avrebbe fatto un finanziamento al Qatar poi utilizzato per acquistare azioni Barclays.

Il Sfo, che ha aperto l’indagine sul caso sei anni fa, deve ora dimostrare in tribunale il collegamento tra i due prestiti e stabilire le precise intenzioni dei dirigenti dell’epoca nell’organizzare l’operazione. Se si è trattato di “assistenza finanziaria illegale”, allora Barclays sarà condannata, dato che la legge prevede che nessuna società britannica presti soldi poi utilizzati per acquistare azioni proprie. Non è stata ancora fissata una data per l’inizio del processo. Barclays ieri ha fatto sapere che intende difendersi dalle accuse e che non teme contraccolpi sulle sue attività. «Non prevediamo che le accuse abbiano un impatto sulla nostra abilità di servire i nostri clienti», ha detto la banca in un comunicato. Secondo fonti interne alla banca, la questione riguarda operazioni fatte per salvare la banca dieci anni fa, con un team completamente diverso al vertice, quindi le conseguenze non possono essere gravi anche in caso di condanna. Altre banche, come Ubs, Bnp e Credit Suisse, hanno subìto condanne ma continuano ad operare.

Il mercato sembra condividere la tranquillità della banca: il titolo Barclays ieri non ha perso terreno, chiudendo in lieve rialzo alla Borsa di Londra.

La Financial Conduct Authority britannica sta anche conducendo un’inchiesta parallela sull'attuale Ceo di Barclays, Jes Staley, accusato di avere agito in modo illecito. Staley aveva ripetutamente tentato di scoprire l'identità di un dipendente che aveva inviato una lettera anonima al consiglio di amministrazione di Barclays lanciando accuse contro di lui.

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