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Consob «indaga» sul ruolo di Sibony negli acquisti Tim

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Consob «indaga» sul ruolo di Sibony negli acquisti Tim

La Consob apre un nuovo fronte sulla corporate governance di Telecom Italia. Nei giorni scorsi, a quanto risulta, ha inviato alla società una richiesta formale ai sensi dell’articolo 115 del Tuf non solo in merito ai requisiti di indipendenza di Félicité Herzog, nel board dal primo ingresso dei francesi in quota Vivendi (primo azionista col 23,9%), ma soprattutto sul ruolo di Michel Sibony, braccio destro del “padrone dei padroni” Vincent Bolloré, che - da quando è stato incaricato di supervisionare gli acquisti - ha ispirato politiche che le aziende dell’indotto hanno lamentato come molto aggressive. In questi giorni sta arrivando una lettera dell’azienda che sollecita uno sconto del 10%, rispetto al 20% ventilato, a tutti i fornitori, già passati dalla “cura Cattaneo” (il precedente ad) che aveva chiesto una riduzione dei prezzi dell’ordine del 20% alle società di servizi (che impiegano soprattutto capitale umano) e del 10% alle società tecnologiche.

Dalle risposte Telecom, la Consob ha appreso dunque che Sibony non è compreso nell’elenco delle parti “correlate”, pur avendo lavorato fin dal 2002 a fianco dell’imprenditore bretone nel gruppo di famiglia, dove ha iniziato come direttore acquisti occupandosi poi anche di centro media e dell’attività di logistica in Africa. Da lì Bolloré l’ha piazzato a supervisionare gli acquisti di tutte le province dell’impero (oltre che a coordinare le sinergie infragruppo), da Havas, a Canal Plus, a Vivendi, dove poco prima di Natale è stato nominato inoltre chief value officer. Formalmente il rapporto con Telecom è regolato da un contratto di consulenza, che porta la data del 10 dicembre scorso, con la neo-costituita società MSib, sede a Parigi, di cui Sibony è amministratore delegato. La consulenza, mirata a rendere più efficiente il processo degli acquisti di Telecom, è remunerata 50mila euro fino al 31 marzo prossimo, quando il contratto scadrà senza possibilità di rinnovo tacito.

Nessuna procedura per le operazioni con parti correlate è stata dunque attivata da Telecom, sebbene - a quanto risulta - già nel consiglio del 10 novembre il lead independent director, Franco Bernabé, avesse chiesto chiarimenti sul ruolo di Sibony, preannunciato in arrivo come “coordinatore degli acquisti”. Già su «Il Sole-24Ore» del 28 ottobre era riportata la conferma, di fonti Tim, che la società si sarebbe avvalsa dell’esperienza del «rinomato consulente» nel settore degli acquisti. L’ad Amos Genish aveva confermato che Sibony l’avrebbe aiutato nella revisione dei processi degli acquisti, dove, a suo giudizio, si sarebbero riscontrati problemi e dove Telecom comunque non disponeva di professionalità adeguate. Fatto sta che, un mese dopo mentre veniva formalizzato il rapporto con MSib, il direttore degli acquisti, Eduardo Perone, in azienda da oltre trent’anni, se ne è andato e l’interim è stato assunto dallo stesso Genish, in attesa, si suppone, di individuare un nuovo responsabile del procurement.

La Consob ha ottenuto, come da richiesta, la trascrizione integrale della riunione del Comitato controllo e rischi dello scorso 1° febbraio, quando è stata affrontata la questione Sibony, ma solo il verbale della riunione del board del 10 novembre, perchè la documentazione integrale è stata distrutta.

Altro capitolo riguarda i requisiti di indipendenza del consigliere Herzog, che potrebbero essere messi in dubbio dalle rilevanza dei rapporti tra il gruppo Bolloré e la società di consulenza Apremont Conseil, di cui la Herzog è presidente. Telecom ha trasmesso alla Consob le dichiarazioni passate rilasciate dalla manager francese sulla sussitenza dei requisiti di indipendenza, ma non le informazioni sul contratto chiesto dall’Authority, sui ricavi della società di consulenza parigina e su eventuali altri rapporti patrimoniali o professionali intrattenuti da Félicité Herzog con il gruppo di Vincent Bolloré negli ultimi cinque anni, che non sono nella disponibilità della società. La stessa Herzog, comunque, si sarebbe impegnata a fornire le informazioni richieste direttamente alla Consob, e la sua posizione all’interno del board Telecom sarà in ogni caso vagliata in occasione della verifica annuale sui requisiti di indipendenza, in programma alla riunione del cda del 6 marzo. Quando ci sarà tanta carne al fuoco: dall’esame del bilancio, al piano industriale-strategico che il nuovo ad sta mettendo a punto con l’ausilio di McKinsey.

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