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Creval -13% dopo i termini del maxi aumento di capitale

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Creval -13% dopo i termini del maxi aumento di capitale

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L'annuncio dei termini del maxi aumento di capitale da 700 milioni ha depresso il titolo del Credito Valtellinese a Piazza Affari. Le azioni dell'istituto hanno perso il 12,78% facendo segnare la peggiore prestazione dell'intero listino milanese e chiudendo a 8,926 euro. Intensi gli scambi, pari a 844mila pezzi passati di mano a fronte dei 311mila di media in un'intera seduta dell'ultimo mese. Ieri a mercato chiuso l'istituto ha reso noto che le nuove azioni (quasi 7 miliardi) saranno emesse al prezzo di sottoscrizione di 0,1 euro e offerte in opzione ai soci nel rapporto di 631 per ogni titoli posseduto.

Il prezzo di sottoscrizione, rispetto ai valori medi degli ultimi tre mesi, rappresentava uno sconto di circa il 16% rispetto al Terp, il prezzo teorico al netto dello stacco del diritto. Di fatto si trattava dello sconto massimo matematicamente ottenibile visto il carattere fortemente diluitivo della ricapitalizzazione (ieri il Creval capitalizzava circa 110 milioni, oggi 99 milioni), che fa sì che il Terp non possa allontanarsi più di tanto del prezzo di emissione delle nuove azioni. E' da segnalare, inoltre, che l'odierno movimento di mercato ha ridotto ulteriormente lo sconto a circa il 12,3%: ai prezzi attuali lunedì le nuove azioni avvierebbero le contrattazioni a 0,114 euro, con il diritto a 8,812 euro.

L'aumento di capitale è in ogni caso blindato: il Creval ha infatti firmato un contratto di garanzia con Mediobanca in qualità di sole global coordinator e joint bookrunner, Banco Santander, Barclays, Citigroup e Credit Suisse (co-global coordinator e joint bookrunner), Commerzbank e Societé Generale (senior joint bookrunner), Banca Akros, Equita Sim e Keefe, Bruyette & Woods (joint bookrunner) e MainFirst (co-lead manager), che si sono impegnati a sottoscrivere, secondo i termini e le condizioni previsti dal contratto di garanzia, le azioni Creval di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate al termine dell’asta dei diritti inoptati, che si terrà successivamente al periodo di offerta, per un ammontare massimo pari al controvalore dell’offerta stessa. «Le indicazioni dell’aumento di capitale sono in linea con le attese che vedevano il lancio dell’aumento di capitale a cavallo delle elezioni italiane ed il significativo effetto diluitivo», hanno commentato gli analisti di Intermonte, sottolineando che «la banca post aumento di capitale e le operazioni di derisking tratterebbe a 0,5 volte gli asset tangibili 2019 con un Rote del 5,6%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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