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In Europa credito al consumo mai così in alto. Senza i rischi da…

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IL CONFRONTO

In Europa credito al consumo mai così in alto. Senza i rischi da subprime Usa

A tutta birra. Nell’area euro il mondo del credito al consumo ha toccato il massimo di tutti i tempi raggiungendo un totale erogato a dicembre pari a 653 miliardi. Siamo sempre più lontani. Dai minimi di periodo (560 miliardi nel 2016) il settore ha ritrovato uno slancio da 100 miliardi.

L’aumento del debito privato delle famiglie (un altro modo di definire il credito al consumo nel cui computo però non rientrano i mutui ipotecari) va a braccetto con l’espansione economica dell’Eurozona (nel 2017 il prodotto interno lordo è cresciuto del 2,7% superando perfino gli Stati Uniti cresciuti del 2,5%) e del crescente livello di fiducia sul futuro dei consumatori.

Il confronto con gli Usa è inevitabile, per due ragioni: anche da quelle parti il credito al consumo sta tornando a macinare. A dicembre il mercato ha superato il controvalore di 3.800 miliardi di dollari. Una grande fetta di questo mercato orbita nel settore dei prestiti rivolti agli studenti che ormai punta la soglia dei 1.500 miliardi (1.490). Un settore per definizione piuttosto rischioso, tanto che ad oggi il tasso di insolvenze ha superato la soglia del 12%. E poi c’è il debito delle famiglie in carte revolving che ha superato la barriera dei 1.000 miliardi (come all’apice della precedente crisi). Ultimo ma forse ancora più significativo, quello del settore auto che ha rotto ampiamente la barriera dei 1.000 miliardi di debito (1,2 trilioni).

Colpisce il fatto che un quarto di tale controvalore sia stato concesso a una categoria subprime. Questo dato, combinato al crescente tasso di insolvenza - misurato calcolando coloro che stanno ritardando il pagamento delle rate da oltre 90 giorni - che è balzato al 3,96%, sta iniziando a far storcere il naso a qualche Cassandra. Ora, a distanza di 10 anni, ci si chiede se negli Usa si stiano formando i germi per una nuova bolla finanziaria, sempre legata agli eccessi di debito privato.

IL CREDITO AL CONSUMO IN EUROPA
Stock di erogato nell'Eurozona , dati in milioni di euro

Tuttavia, se è vero che questi dati vanno monitorati per carpirne eventuali ulteriori surriscaldamenti, è anche vero che le proporzioni rispetto alla precedente crisi dei mutui subprime non sono al momento paragonabili. Innanzitutto, per controvalore i prestiti di auto sono molto più bassi (1.200 miliardi contro 10mila miliardi di mutui subprime all’epoca) e poi per la quantità di derivati su di essi costruiti (circa 100 miliardi di titoli cartolarizzati legati ai prestiti auto oggi rispetto a derivati pari 7mila miliardi sui mutui 10 anni fa). Una quota molto più bassa perché nel frattempo le regole sull’impacchettamento dei prestiti in titoli derivati (la vera causa della crisi subprime) sono diventate più stringenti.

LE INSOLVENZE SUI PRESTITI AUTO NEGLI USA
Tasso in %

C’è un altro dato che scongiura al momento una subprime 2.0 - inteso come contagio - negli Usa. Se consideriamo infatti il livello di indebitamento medio delle famiglie in rapporto all’andamento crescente del Pil, notiamo che negli ultimi anni è calato al 79% del Pil mentre nel 2008 era al 100%. Una buona notizia anche perché va detto che a livello sistemico probabilmente l’onda d’urto di una nuova subprime sarebbe difficilmente gestibile. Negli ultimi 10 anni, infatti, proprio per arginare i fasti della finanza allegra privata, il debito globale è lievitato di 71mila miliardi raggiungendo oggi la cifra monstre di 215mila miliardi (il 318% del Pil globale). I dati parlano chiaro: il mondo può dire di aver messo alle spalle l’ultima grande crisi finanziaria (bolla dei derivati subprime del 2007) ma al prezzo di aver ingrassato il debito globale (sia pubblico che privato) di circa un terzo del totale in appena due lustri.

IL CREDITO AL CONSUMO NEGLI STATI UNITI
Stock di erogato negli Usa, dati in milioni di dollari

Nell’economia Usa - che solitamente ci ha abituato a dettare i tempi e ad anticipare di qualche anno i movimenti in Europa - sembra quindi arrivato il momento di tirare il freno sui prestiti subprime per evitare nuove bolle. Mentre l'Europa al momento sta semplicemente cavalcando una nuova ondata espansiva del debito privato, senza porsi il problema di trovarsi a dover gestire, fra qualche anno, i rischi connessi alla proliferazione della fascia subprime nel segmento dei prestiti personali. Anche perché l’Europa fa scuola a sé. Ci sono differenti procedure di credit scoring e di applicazione dei tassi rispetto agli Stati Uniti. Procedure che proteggono l’Europa dalla moda dei prestiti subprime. Che invece sta tornando, come se l’ultima crisi non avesse insegnato nulla, negli Stati Uniti. Sulle quattro ruote.

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