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Banca Base, storia di un crack in salsa etnea. Congelati duemila conti

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un commissario per il piccolo istituto

Banca Base, storia di un crack in salsa etnea. Congelati duemila conti

Il vulcano Etna  (Fotogramma)
Il vulcano Etna (Fotogramma)

CATANIA - Una misura straordinaria che prevede il blocco dei conti correnti e di qualsiasi operazione bancaria di pagamento. Una misura che sembrava destinata a rimanere sulla carta e che, invece, è stata applicata a Catania e ha messo in difficoltà i circa 2000 correntisti e i 600 azionisti di Banca Base (Banca sviluppo economico) da qualche giorno in amministrazione straordinaria disposta, su proposta della Banca d’Italia, da un decreto dell’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao.

Il decreto ha formalizzato la nomina di un commissario straordinario (Antonio Blandini) e di tre componenti del comitato di sorveglianza (Andrea Dara, Roberto Loria e Francesco Borza) sostituendo così i vertici della piccola banca etnea (due sportelli in tutto e 18 addetti) fino all’altro giorno guidata da Pietro Bottino, imprenditore etneo del settore farmaceutico e presidente del Confidi Cofisan che è anche azionista della banca. È stato poi il commissario a disporre, come recita il comunicato della Banca, «al fine di tutelare la totalità dei creditori, e, in particolare, di preservare il valore aziendale e porre al sicuro i diritti dei clienti, dei depositanti e dei creditori in generale della Banca, ai sensi dell’art. 74 del testo unico bancario, la sospensione, per il periodo di un mese, del pagamento delle passività di qualsiasi genere, nonché della restituzione degli strumenti finanziari alla clientela».

Una misura ritenuta necessaria dopo l’analisi dei conti dell’istituto di credito: commissario e componenti del comitato di sorveglianza si sono trovati di fronte impegni di pagamento che superavano almeno di tre volte la liquidità della banca. Insomma si rischiava di superare il limite mandando definitivamente a gambe all’aria un istituto di credito fondato nel 2007 e che, almeno negli ultimi cinque anni, non ha mai navigato in acque tranquille. Anche perché già da lunedì, dopo la pubblicazione delle prime indiscrezioni sul commissariamento sul quotidiano La Sicilia, parecchi clienti si erano precipitati in banca a ritirare i propri soldi. E l’altroieri, giorno del commissariamento e del blocco dei pagamenti, non sono mancate le proteste dei correntisti ormai allarmati per la sopravvivenza stessa della banca.

L’obiettivo del commissario resta comunque quello di sbloccare prima possibile la situazione: ha già inviato a Banca d’Italia una relazione con l’analisi della condizione della banca. Sulla base delle prime analisi, si apprende dalla nuova governance dell’istituto, il blocco potrebbe durare meno dei trenta giorni previsti: il via libera ai pagamenti verrà graduato progressivamente sulla base del rispetto del riequilibrio tra la disponibilità di cassa e gli impegni assunti. Il monitoraggio è quotidiano anche perché tra i pagamenti da fare vi sono gli stipendi e le pensioni. Sarà più lungo e più complesso, invece, il lavoro che servirà a valutare se la banca può ancora vivere, magari assorbita da un altro istituto di credito, o se sarà destinata alla chiusura: «Questo è il tema vero - dice Dara -: sarà necessario comprendere se vi è la possibilità di salvaguardare la clientela con un’operazione di partnership con un’altra banca».

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