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Gibson, il Ceo Juszkiewicz e i creditori ai ferri corti. È lotta…

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Il famoso marchio di chitarre in crisi

Gibson, il Ceo Juszkiewicz e i creditori ai ferri corti. È lotta per il possesso della società

Henry Juszkiewicz, Ceo Gibson, insieme a Slash, chitarrista dei Guns N' Roses
Henry Juszkiewicz, Ceo Gibson, insieme a Slash, chitarrista dei Guns N' Roses

Apparentemente sembra aprirsi uno spiraglio nella crisi di Gibson, il famoso marchio produttore di chitarre di Nashville, Tennessee. La società ha infatti rilasciato una nota, dove si afferma che «sono stati soddisfatti tutti gli obblighi attuali verso gli obbligazionisti» e che si sta lavorando con una banca di investimenti per trovare una linea di credito alternativa per risolvere gli attuali problemi di mancanza di liquidità. Lo stesso Henry Juszkiewicz, Ceo di Gibson, sostiene nella dichiarazione che sia il core business (produzione di strumenti a corda, chitarre e bassi in primis), sia gli altri marchi in possesso della società sono «redditizi», anche se «al di sotto del livello di successo di diversi anni fa».

Per risolvere la crisi, Juszkiewicz sostiene di «aver monetizzato attività come titoli azionari, proprietà immobiliari e segmenti di business che non hanno raggiunto il livello di successo che ci aspettavamo». «Con la monetizzazione di queste attività, generiamo fondi per contribuire ai segmenti di business che stanno prosperando», prosegue la dichiarazione. «Con il rifinanziamento e il miglioramento delle prestazioni operative, derivanti dalle azioni che stiamo mettendo in atto, ci aspettiamo che l'azienda sia pronta per il successo e la crescita per gli anni a venire», ha concluso Juszkiewicz. Ricordiamo che Gibson è infatti proprietaria di diversi marchi, sia nel campo degli strumenti musicali (Epiphone, Dobro, Valley Arts, Kramer, Steinberger, Tobias, Slingerland, Maestro, Hamilton, Chickering, Wurlitzer e Baldwin, da poco venduta), sia nel campo dell’elettronica audio: Krk Systems, Tascam, Cakewalk, Cerwin-Vega!, Stanton, Onkyo, Integra, Teac, Tascam Professional Software ed Esoteric.

I creditori vogliono scalzare Juszkiewicz e rilevare la società
Tuttavia, la dirigenza Gibson non ha fornito dettagli su quali segmenti dell'attività dell'azienda intende ridimensionare. E la dichiarazione dell’azienda per voce del suo attuale Ceo potrebbe essere un’autodifesa messa in campo da Juszkiewicz stesso per tentare di rimanere in sella. Infatti, secondo una fonte di agenzia, il gruppo di obbligazionisti creditori di Gibson, consigliato dalla banca d’affarti Pjt Partners Inc., sta spingendo per una ristrutturazione e un drastico cambio del consiglio di amministrazione, in vista dell’acquisto della società. I creditori sarebbero infatti riluttanti ad investire più fondi

nell’azienda mentre Juszkiewicz è ancora in carica, e intenderebbero subentrare all’attuale board concedendo a Juszkiewicz solo il mantenimento di una piccola quota di rappresentanza.

Ma, sempre secondo la fonte anonima riportata dall’agenzia di stampa, Juszkiewicz, che è in Gibson da 32 anni, non avrebbe alcuna intenzione di abbandonare il controllo dell’azienda. In precedenza, Juszkiewicz aveva detto di essere impegnato nella risoluzione della crisi aziendale anche grazie all’intervento della banca d'investimenti Jefferies Group Llc. Secondo Juszkiewicz, alcuni degli obbligazionisti creditori «non cercano assolutamente di essere rimborsati, ma hanno altre intenzioni che non sono assolutamente le mie». Il riferimento al tentativo di disarcionare lo stesso attuale Ceo e di appropriarsi della società è palese.

Juszkiewicz, ora 64enne, comprò Gibson da Norlin Corp. nel 1986 con due dei suoi ex compagni di classe della Harvard Business School. Secondo la sua biografia pubblicata sul sito dell’azienda, si è pagato gli studi suonando la chitarra -ovviamente un Gibson- in varie rock band.

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