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Telecom sulle montagne russe in vista del piano e cessione di Persidera

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Telecom sulle montagne russe in vista del piano e cessione di Persidera

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Telecom Italia sulle montagne russe, mentre è scattato il conto alla rovescia per il cda del prossimo 6 marzo chiamato ad approvare il nuovo piano industriale dell'a.d. Amos Genish e anche in attesa di novità sul fronte della cessione di Persidera. I titoli hanno più volte cambiato la direzione di marcia.
Venerdì, come sostiene il Sole 24 Ore, è stato convocato un board straordinario

per analizzare il dossier della vendita di Persidera, la società dei mux che l’azioista di riferimento Vivendi si è impegnata a far cedere per avere l'ok dell'Antitrust Ue al controllo di fatto sulla compagnia telefonica e al tempo stesso per detenere una partecipazione rilevante in Mediaset (di poco inferiore alla soglia critica del 30%). D'altra parte, come ribadisce Il Sole, la cessione di Persidera si profila più complicata del previsto, anche perché rimane da sciogliere il nodo Gedi, il socio di minoranza dell’azienda con una quota pari al 30%. Il Sole 24 Ore spiega che la valutazione nei bilanci dei due azionisti di Persidera, nata da una costola di La 7, è molto divergente, con Telecom che ha svalutato di 55 milioni il suo 70% già nel 2016, portando il prezzo di carico a 137,6 milioni, che comporta una valutazione dell’intera azienda attorno a 196,57 milioni, e Gedi che nell'ultima semestrale ha contabilizzato il suo 30% per 105,9 milioni, valutando quindi l’intero capitale 353 milioni.
Nei giorni scorsi la finestra per la presentazione delle offerte per la società delle torri si è chiusa, con l'unica offerta della cordata Raiway-F2i, che ha messo sul piatto all’incirca 250 milioni (considerando sia il valore del debito sia quello dell'equity). Valore che copre il prezzo di carico di Telecom, ma non quello di Gedi. E quest'ultima potrebbe negare il consenso alla vendita a condizioni reputate insoddisfacenti. In altre parole, non c'è la disponibilità del gruppo L'Espresso a segnare una minusvalenza su un asset che produce reddito e che non è stato messo in vendita autonomamente.
Il Sole dipinge diversi scenari: Telecom potrebbe acquistare la quota di minoranza di Gedi per poi rivendere il 100% di Persidera. D’altra parte l’operazione dovrebbe superare il vaglio della Consob. In alternativa, trascorso un determinato periodo di tempo, Vivendi, potrebbe proporre il trasferimenti della partecipazione in un trust incaricato di vendere. Trust che in verità è già stato individuato dallo scorso giugno nella società anonima parigina Advolis. Ma anche qui Gedi potrebbe dire la sua. Infine potrebbe essere valutata la strada dell’ipo di Persidera sempre che, come scrive ancora il Sole, «Vivendi non decida di tagliare definitivamente la testa al toro, ridimensionando sotto le soglie d'attenzione la partecipazione in Mediaset che finora ha portato solo grattacapi». Tanto più che proprio oggi indiscrezioni di stampa sostengono che potrebbe scoppiare una guerra giudiziaria ra Vivendi e Mediaset, dopo che si sono arenate le trattative per trovare un accordo extra-giudiziale da presentare al giudice che ha fissato la prossima udienza il 27 febbraio per i danni subitii dalla società del Biscione a seguito del dietrofront di Vivendi nell'acquisizione di Premium. Del ressto di recente anche il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, ha detto: «Con Mediaset c’è un’interruzione dei rapporti, ma Vivendi ancora crede nella validità del progetto». Il motivo dello stop alle trattative tra Mediaset e Vivendi sarebbe collegato all'arenarsi della costituzione di Tim Vision, la joint venture tra Canal + e Tim, che avrebbe dovuto comprare i contenuti tv di Mediaset mettendo sul piatto, secondo indiscrezioni circolate di recente, fino a 460 milioni in sei anni. Somma che sarebbe potuta lievitare con diritti di calcio della serie A.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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