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la giornata dei mercati

Milano (-0,8%) maglia nera d’Europa sotto i colpi di Juncker. Spread a 137

(Afp)
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Chiusura abbastanza stabile per le Borse europee (segui qui i principali indici), tranne per Milano (segui qui il Ftse Mib) che invece ha accusato la performance peggiore, pur terminando le contrattazioni sopra i minimi di giornata. A incoraggiare insistenti vendite sul listino milanese sono state le preoccupazioni espresse dal presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, secondo il quale «dobbiamo prepararci allo scenario peggiore», ossia che dopo le elezioni del prossimo 4 marzo In Italia non ci sia «nessun governo operativo». Prima di frenare con un comunicato in serata, Juncker si era spinto anche a ipotizzare una forte reazione dei mercati finanziari, dopo il risultato elettorale italiano. Sebbene sia subito intervenuto il premier , Paolo Gentiloni, rassicurando sul fatto che dopo le elezioni «Ci sarà un governo operativo» visto che «i governi sono sempre operativi», il Ftse Mib è arrivato a perdere oltre l'1,5% per poi chiudere in ribasso dello 0,84%. È peggiorato anche lo spread italiano, terminando i in area 137 punti.

Gli altri listini del Vecchio Continente hanno invece chiuso in rialzo, con Madrid che ha salito dello 0,54%. E' rimasta più indietro Francoforte (-0,07%), visto che anche in questo caso si profila all'orizzonte il rischio politico, citato dallo stesso Juncker, con il referendum del'Spd alla porte a marzo sulla coalizione di governo.

Ma il Ftse Mib continua a vantare la performance migliore del 2018
Piazza Affari continua a vantare la performance migliore d’Europa nel 2018, nonostante il capitombolo di oggi, provocato dalle parole del presidente Ue. Il Ftse Mib, sebbene oggi sia andato in controtendenza con gli altri listini del Vecchio Continente, da inizio anno vanta un progresso del 2,79%. Il migliore d'Europa. Per contro Francoforte registra una delle performance peggiori, pagando dazio proprio all’incertezza politica, prima per le difficoltà nella formazione del governo e adesso in vista del risultato del referendum dell'Spd sull'accordo di grande coalizione con la Cdu-Csu firmato da Angela Merkel. L’indice tedesco da inizio anno ha un bilancio in rosso del 3,5%. Va peggio ancora a Londra, che perde nel 2018 il 5%, risentendo dei timori legati agli effetti sull’economia che provocherà la Brexit. Infine, se Parigi perde solo un frazionale 0,05%, Madrid è sotto i valori di inizio anno dell’1,67%. Va detto comunque che la strada di recupero che deve percorrere Piazza Affari è ancora lunga: a fine gennaio aveva riagguantato i livelli dell'estate 2015, così come Madrid, mentre Francoforte aveva segnato nuovi massimi storici e anche Parigi alla fine ha lasciato alle spalle i livelli di debolezza provocati dalla crisi del 2008. .

All'orizzonte il nodo delle banche centrali

Sui mercati, ad ogni modo, la situazione è fluida, anche perché rimane il nodo sulle future mosse delle banche centrali, anche se dai verbali della Federal Reserve pubblicati ieri è emerso che l'istituto centrale è propenso ad alzare i tassi di interesse in maniera graduale. Anche in Europa quest'oggi le minute della Banca centrale europea sono risultate rassicuranti, visto che i membri del consiglio direttivo dell'istituto centrale a fine gennaio ritenevano che «cambiamenti nella comunicazione» in materia di politica monetaria erano da considerarsi «generalmente prematuri in questo frangente». Questo perché alla fine «gli andamenti dell'inflazione sono rimasti contenuti nonostante il ritmo sostenuto dell'espansione economica». Ad ogni modo i membri del consiglio direttivo rivedranno le forword guidance nel 2018. La Bce ha anche puntato l'indice sulla «recente volatilità del tasso di cambio dell'euro rappresenti una fonte di incertezza che richiede un monitoraggio». Intanto, sempre dal fronte macro, oggi è stato giudicato deludente l'indice Ifo, quello che misura il clima di fiducia delle imprese tedesche, ha segnato il passo a febbraio, scendendo a 115,4 punti da 117,6 punti di gennaio.

Tenaris premiata dopo i conti del 2017 e le buone prospettive del 2018
A Piazza Affari si sono mosse in controtendenza le azioni di Tenaris (+3,1%), premiate dopo i conti del 2017, archiviati con un utile volato a 536 milioni di dollari dai 59 milioni dell’anno precedente. Le vendite dell’anno scorso sono migliorate del 23% portandosi a 5,3 miliardi di dollari. I vertici del gruppo, inoltre, hanno indicato di vedere rosa per il 2019: «il fatturato nel primo trimestre sarà sostenuto da un livello eccezionale di consegne per le pipeline nel Mediterraneo e alta stagionalità in Canada, con un ebitda margin che dovrebbe rimanere simile a quello del quarto trimestre (al 20,1%)», ha indicato l’azienda aggiungendo di attendersi «una buona crescita in molte aree e linee di prodotti nel 2018, con una forte crescita anno su anno in ogni trimestre». I vertici di Tenaris non si sono invece sbilanciati sull’impatto della politica americana in tema di dazi ai Paesi produttori di acciaio e alluminio. «In questo momento c'è una considerevole incertezza», si è limitata a indicare Tenaris, le cui quotazioni nei giorni scorsi avevano invece beneficiato dell’ipotesi che gli Stati uniti rivedranno al rialzo i dazi soprattutto nei confronti dei produttori asiatici. Sebbene la decisione, che verrà presa entro aprile, spetta al presidente Donald Trump, nei giorni scorsi il Dipartimento del Commercio americano ha proposto l'introduzione di dazi e quote, che penalizzerebbero in particolare dodici Paesi, tra cui Cina, Corea del Sud, Russia e Turchia.


A2a in evidenza nell’attesa del piano del 20 marzo

A2a ha vantato una delle performance migliori del listino, finendo in progresso del 3,29% sull’onda della raccomandazione favorevole di di Kepler Cheuvreux, che è pronto a scommettere sull’impatto positivo delle aggregazioni che sta implementando la società. A2a, secondo gli analisti, dovrebbe beneficiare anche delle modifiche in arrivo sulla capacità produttiva di energia elettrica, oltre che della concessione per la distribuzione del gas a Milano appena rinnovata. Sullo sfondo, inoltre, rimane l’attesa per la presentazione del piano industriale in calendario il prossimo 20 di marzo.
Gli analisti di Kepler hanno espresso giudizi favorevoli anche su altre utilities italiane, mettendo in conto un consolidamento del settore che si profila all’orizzonte. Del comparto hanno indicato di preferire le Hera.
Le utilities, per altro, sono cpnsiderati titoli difensivi come ad esempioItalgasTernae Snam Rete Gas che non a caso sono andati bene


Male le banche, giù Leonardo su timori rischio Paese
Sono invece state vendute a piene mani le azioni delle banche, soprattutto dopo le parole di Jucker che hanno creato panico. Le Banco Bpm le Unicredite le Ubi Banca hanno perso oltre il 2%. Il rischio Paese ha penalizzato le azoni di leonardo, che hanno accusato un ribasso del 3,27%, che così hanno quasi azzerato il tentativo di recupero registrato nei giorni scorsi.

Fca e Ferrari giù, bene Ferragamo nell'attesa della sfilata
Sono inoltre state vendute le Fiat Chrysler Automobilest e le Ferrari, quest’ultime nel giorno in cui è stata svelata la nuova SF71H, la monoposto Ferrari che prenderà parte al prossimo campionato mondiale di Formula 1 2018. Della galassia Agnelli sono andate male anche le Cnh Industrial e le Exor. Sul finale sono invece salite dell'1% le Salvatore Ferragamo nell'attesa della sfilata per la presentazione delle collezioni femminili del prossimo autunno inverno 2018-2019. C'e' grande attesa per il riscontro che incasserà la casa, dopo la decisione dei mesi scorsi di nominare direttore creativo disegnata da Paul Andrew , che invece fino a inizio ottobre 2017 era responsabile solamente delle scarpe della casa. La decisione è una vera e propria scommessa, al cui esito è legato a doppio filo il percordo di rilancio del gruppo fiorentino.


Telecom e Mediaset rimangono sotto la lente

Telecom Italia e Mediaset sono rimaste sotto la lente, nell’attesa di imminenti novvità. Del resto domani si riunirà in via straordinaria il

consiglio di amministrazione di Telecom Italia per analizzare la vendita della controllata Persidera, che si profila più complessa del previsto, anche per il ruolo del socio di minoranza Gedi. Intanto il mercato si interroga sulla mossa dell’Antitrust che ieri ha posto la compagnia di tlc sotto perquisizione sulle possibili condotte anticoncorrenziali nel mercato della banda ultra larga in occasione dell'ingresso del concorrente Open Fiber. La società, dal canto suo, ha ribadito la correttezza del proprio operato e confida di dimostrarlo nel corso del procedimento. Mediaset, invece, è balzata in avanti dello 0,25%, mentre si avvicina la data del 27 febbraio, quando si terrà l’udienza al Tribunale di Milano per la causa intentata dal gruppo contro la francese Vivendi, a seguito del dietrofront sulla mancata acquisizione di Premium.

Tra le piccole in evidenza Clabo

Tra le piccole società si sono messe in evidenza le azioni di Clabo è salita del del 9,3%, dopo che l'azienda ha annunciato di aver sottoscritto un accordo preliminare vincolante per l’acquisizione del 51% delle quote di Classe A della società statunitense Howard McCray, per un corrispettivo di 2,1 milioni dollari.

Euro torna sopra 1,23 dollari
L'euro, debole in mattinata, nel primo pomeriggio si è di nuovo spinto sopra la soglia di 1,23 dollari, sull'onda del dato americano sulle richieste alla disoccupazione, considerato deludente. Dato che consolida le aspettative che la Fed innalzerà il costo del denaro in maniera graduale nell'arco dei mesi venturi. (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali valute e qui quello del dollaro).

Materie prime in discesa, il petrolio aspetta i dati sulle scorte Usa
Il petrolio nel pomeriggio ha rialzato la testa, dopo avere perso quota per gran parte della prima parte della seduta. Il wti sta tentando di riconquistare la soglia di 62 dollari al barile (segui qui l'andamento di Brent e Wti in tempo reale) .

Negli States dati inferiori alle attese sulle richieste di sussidio
Negli States è stato annunciato che le richieste iniziali alla disoccupazione sono diminuite di 7.000 unità, portandosi a 222.000 richieste. Il dato è inferiore alle attese,

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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