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Pirelli batte le attese, ricavi a 5,3 miliardi…

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conti 2017 e obiettivi 2018

Pirelli batte le attese, ricavi a 5,3 miliardi (+7,6%). Riassetto al via

Marco Tronchetti Provera (Ansa)
Marco Tronchetti Provera (Ansa)

Pirelli archivia il 2017 con ricavi e utile netto in crescita rispetto allo scorso anno e punta nel 2018 a incrementare ulteriormente il peso dell'High Value sul fatturato portandolo a circa il 60% (57,5% nel 2017). Tutto questo mentre gli azionisti sono al lavoro sulla struttura societaria del gruppo e il socio russo Lti, azionista al 6,2%, si appresta a “liberare” da ogni vincolo di lock up il pacchetto di azioni nella Bicocca.

Nel dettaglio il gruppo Pirelli ha chiuso il 2017 con ricavi per 5.352,3 milioni di euro, in crescita del 7,6% sullo stesso periodo dello scorso anno (+7,9% la crescita organica) e con un utile netto delle attività in funzionamento balzato del 60,5% a 263,4 milioni. In forte calo l'indebitamento finanziario netto, che è sceso a 3.218,5 milioni dai 4.912,8 milioni del 2016.

Guardando poi alla capogruppo il risultato netto è stato positivo per 170,9 milioni di euro, in crescita del 149,5% rispetto ai 68,5 milioni di euro del corrispondente periodo 2016. A fronte di ciò, e come già reso noto al mercato, il cda proporrà all'assemblea di non distribuire alcun dividendo e di riportare a nuovo l'intero utile dell'esercizio, i cui risultati “sono in linea con il percorso del piano industriale 2017-2020”. All'ordine del giorno dell'assise di Pirelli, inoltre, una riunione convocata per il prossimo 15 maggio, ci sarà l'ampliamento del numero dei consiglieri di amministrazione dagli attuali 14 a 15 «attraverso la nomina di un consigliere indicato dagli attuali azionisti di minoranza».

Quanto agli obiettivi, per il 2018 il gruppo si aspetta una crescita dei ricavi «uguale o maggiore al 6%» corrispondente a +10% al netto dell'effetto cambi. L'ebit rettificato ante oneri non ricorrenti è previsto pari a circa 1 miliardo di euro. E il rapporto tra posizione finanziaria netta e ebitda rettificato per gli oneri non ricorrenti e i costi di start up, che a fine 2017 è di 2,7 volte, è atteso a circa 2,3 volte a fine 2018. La Bicocca, inoltre, come è emerso dalle slides di presentazione dei conti, guarda ai progetti di sviluppo delle auto elettriche per partnership con grandi costruttori globali e con i più innovativi brand cinesi del settore.

Intanto il mercato guarda alle prossime scadenze. Come anticipato dal Sole24 Ore di sabato 24 febbraio, tra poco più di un mese scade il lock up di Lti, l'unico tra gli attuali azionisti del gruppo ad aver avuto un vincolo a non disporre dei titoli di soli sei mesi dalla quotazione. In proposito non sono note le intenzioni di Lti, ma è altrettanto vero che il socio russo è ormai fuori dalla governance della Bicocca. Inoltre i grandi azionisti, ChemChina e Camfin, hanno avviato i lavori per la scissione di Marco Polo, il veicolo a cui fa capo il controllo di Pirelli. L'operazione, che consentirà ai soci di incassare gli introiti dell'Ipo, sarà perfezionata in estate.

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