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Scommesse, come vendere la tua «puntata» a competizione in corso

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Scommesse, come vendere la tua «puntata» a competizione in corso

Gigi Proietti ed Enrico Montesano scommettitori in una scena del film «Febbre da cavallo»
Gigi Proietti ed Enrico Montesano scommettitori in una scena del film «Febbre da cavallo»

Applicare la logica del trading agli eventi sportivi. È questo il mondo dello sport trading, un’attività nata in Inghilterra ed esplosa a livello internazionale negli ultimi anni compresa l’Italia. Non vogliono essere chiamati scommettitori e infatti gli appassionati di questo mondo vanno oltre la logica della semplice puntata sulla partita di calcio o sul match tennistico. La scommessa finisce in una sorta di circuito borsistico (exchange) dove viene scambiata come fosse un’azione, ci sono compratori e venditori. Durante lo svolgimento dello stesso evento i prezzi della puntata salgono o scendono.

Peresempio la partita tra Juventus e Inter paga 1,6 volte in caso di vittoria dei bianconeri: finisce in questa sorta di piattaforma di scambio dove i valori mutano in base alle dinamiche della partita. Alla fine del primo tempo la quota sale a 2 perché il risultato è sullo zero a zero. Chi avesse venduto la quota della Juventus a inizio della partita e avesse bloccato i profitti alla fine del primo tempo avrebbe fatto un guadagno certo lucrando sulla differenza. Si tratta di operazioni anche di brevissimo respiro che richiedono attenzione ed esperienza. Il rischio perdita è sempre dietro l’angolo come in ogni attività finanziaria. In tutto e per tutto si tratta di un mercato Otc.

«Il 95% degli scommettitori è in perdita e questo è indicatore di quanto il mercato dei bookmaker tradizionali stia diventando sempre di più una bolla satura pronta ad esplodere, poiché alla fine, se il banco vince sempre, i soldi dei giocatori finiscono o comunque i giocatori capiscono che non è il modo giusto di investire i loro risparmi», spiega Giorgio Mottironi, fondatore e responsabile strategia della Sport Trading Academy. La filosofia è quella di andare oltre la scommessa pura e semplice.
Nel 2000 il trader finanziario Andrew Black ed il suo amico scommettitore Edward Wray decisero di rivoluzionare il mondo delle scommesse dando vita a Betfair, la prima «borsa delle scommesse», valutata oggi sul mercato azionario 2 miliardi di sterline.
Da allora a oggi la crescita è stata esponenziale, dai 341 milioni di euro dell'anno 2000 fino agli attuali 1.551 milioni, con un vero e proprio balzo in avanti nel volume complessivo tra il 2014 ed il 2016, quando il volume si è quintuplicato. Per sviluppare la figura dello sport trader, con ambizioni anche da vero professionista, è nata in Italia un’accademia (Sport trading academy), che organizza corsi di specializzazione. Per chi si avvicina a questa disciplina non bisogna mai dimenticare che i rischi sono elevati come tutto quello che è associato al mondo del trading a tutto tondo.

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