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Fca, per Marelli non solo Ipo. Spunta l'interesse di Cdp

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le opzioni in campo

Fca, per Marelli non solo Ipo. Spunta l'interesse di Cdp

Spunta un piano B, alternativo alla quotazione di Magneti Marelli. La decisione del consiglio di amministrazione di Fca di rinviare al secondo trimestre dell’anno in corso il cda per l’esame del dossier, inizialmente previsto per fine febbraio, apre nuovi scenari. Dalla vendita in blocco alla cessione di alcuni pezzi del gruppo. Nello specifico, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, Fca avrebbe nuovamente inserito nelle opzioni di valorizzazione del gruppo di componentistica quella della vendita insieme a all’Ipo. Quindi sarebbe tornato in auge il cosiddetto «dual track», il doppio binario che era stato considerato un anno e mezzo fa. E in questo quadro ci sarebbe una cordata formata da Brembo e Cdp che avrebbe manifestato interesse al dossier. Così come il fondo americano Bain Capital e un gruppo cinese.

Il rinvio del board

Lunedì sera, a mercati chiusi, il gruppo automobilistico italo americano ha fatto sapere che l’esame dello scorporo di Magneti Marelli sarà affrontato nel secondo trimestre del 2018. Dunque, nel piano industriale che sarà presentato al mercato il primo giugno dal ceo Sergio Marchionne. Formalmente Fca ha comunicato che sta proseguendo l’esame della potenziale separazione della controllata Magneti Marelli.

Il cda prevede di esaminare nel dettaglio le opzioni per questa operazione «nel secondo trimestre del 2018, in concomitanza con l’esame del piano industriale del Gruppo per il 2018-2022». Inoltre il gruppo ha sottolineato che «nel frattempo il management proseguirà le proprie valutazioni sulle possibili strutture dell’operazione al fine di massimizzare il valore per gli azionisti di Fca» e che «non intende fare ulteriori comunicazioni in materia sino a quando una decisione finale sarà stata adottata».

Formalmente lo slittamento del board sarebbe dovuto a motivi tecnici. Tant’è che la scorsa settimana il consiglio era stato pre allertato. Indiscrezioni, invece, leggono l’annuncio come la volontà di prendere tempo ed esaminare tutte le possibili opzioni a disposizione che spaziano dall’Ipo alla vendita, in toto o a pezzi. Tanto che sarebbe stato affidato nelle scorse settimane un incarico ai legali di Legance per valutare tecnicamente lo scorporo.

Vendita o Ipo

Negli ultimi mesi, raccontano negli ambienti finanziari, sul tavolo di Sergio Marchionne sarebbero infatti arrivate diverse manifestazioni di interesse. Che avrebbero dunque portato il manager a rispolverare il vecchio progetto della vendita del gruppo di componentistica. Già in passato Marchionne aveva valutato la cessione della controllata. Tant’è che lo scorso anno Fca è stata a un passo dall’accordo con Samsung Electronics. Ora il piano torna dunque d’attualità. Alternativo, a quello sempre in piedi, dell’Ipo. In pratica, la volontà sarebbe quella di ottenere la massima valorizzazione del gruppo non escludendo alcuna possibilità.

Il piano Brembo Cdp

In questo scenario si inserisce la cordata formata da Brembo e da Cdp. In particolare, un anno fa era già circolato un progetto che vedeva la cordata interessata a rilevare la società di componentistica. Il progetto prevedeva che il gruppo di Bombassei e la Cdp rilevassero il 50 per cento a testa di Magneti Marelli per poi procedere all’Ipo per fare del gruppo una «pubblic company».

Poi Fca aveva però deciso di scegliere la strada dell’Ipo e il piano Cdp-Brembo era stato accantonato. Ora il progetto sembra essere stato rispolverato, ma in vista delle elezioni è evidente che i tempi si allungano. Un portavoce di Brembo ha precisato che non ci sono al momento piani per Marelli.

La cordata Brembo-Cdp non sarebbe l’unica manifestazione ricevuta in passato. Anche il fondo americano Bain Capital si sarebbe fatto avanti, interessato all’acquisto di alcune attività di Magneti Marelli. Così come un gruppo cinese. Ora sia Bain Capital, sia altri potenziali compratori, potrebbero decidere di tornare in campo. Nel caso Fca decidesse per la vendita potrebbe essere nominata una banca d’affari (c’è chi fa il nome di Goldman Sachs) per valutare le nuove manifestazioni d’interesse.

Insomma, tutta l’operazione, che sembrava ormai definita quanto a “modalità” sembra oggi essere tornata in discussione. Del resto c’è chi fa notare che se l’obiettivo di Fca è quello di massimizzare la valorizzazione di Magneti Marelli, la cessione, se a valori congrui, potrebbe rappresentare la scelta più azzeccata. Tanto più che, in caso di Ipo, è evidente che la quota che potrebbe finire sul mercato difficilmente potrebbe superare la soglia del 50%.

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