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Prezzi della cellulosa al record storico (ma la carta da macero vale sempre…

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industria cartaria

Prezzi della cellulosa al record storico (ma la carta da macero vale sempre meno)

(Marka)
(Marka)

Rincari senza fine per le cartiere europee, ormai costrette ad acquistare cellulosa a prezzi mai raggiunti in precedenza:  1.090 dollari per tonnellata per le fibre vergini lunghe (Nbsk) e 1.030 $/tonn. per quelle corte (Bek) nel mese di febbraio secondo il centro studi di Assocarta, in aumento rispettivamente del 35% e del 59% rispetto alla fine del 2016.

Alle tensioni provocate dalla forte domanda asiatica si sono aggiunte dall’estate scorsa numerose fermate di impianti, alcune delle quali tuttora in atto, che hanno ridotto sensibilmente l’offerta di cellulosa.

Solo dalle fibre da riciclo arriva un po’ di sollievo sul fronte dei costi, ma compensato da gravi difficoltà in altri segmenti della filiera: da quando la Cina ha imposto limiti stringenti all’importazione di rifiuti la carta da macero si accumula un po’ ovunque, in Europa e non solo, provocando un crollo dei prezzi, mettendo in crisi i sistemi di raccolta.

In Italia si recuperano ogni anno circa 7 milioni di tonnellate di carta e di queste 1,7-1,8 milioni venivano esportate, per il 90% verso la Cina. Ora Pechino ha sbarrato le frontiere: dal 1° marzo è in vigore anche un limite supplementare, che si aggiunge a quelli già imposti a fine 2017, che vieta l’import di carta da macero con frazioni estranee superiori allo 0,5%, un criterio addirittura più rigido di quelli adottati in Europa, che secondo Assocarta renderà «praticamente impossibili» le spedizioni in Cina.

Smaltire le eccedenze è diventato un problema, anche se in futuro una quota maggiore di fibre da riciclo potrebbe essere impiegata in Italia: il mercato delle carte da imballaggio è sempre più appetibile, grazie anche allo sviluppo dell’e-commerce, e ci sono diversi progetti di riconversione o ampliamento di cartiere.

Il più avanzato è quello della Burgo di Avezzano (L'Aquila), che era rimasta chiusa per anni e dovrebbe riaprire a breve nella nuova versione. Ulteriore capacità è pianificata anche da Cartiere del Polesine, Pro-Gest (a Mantova) e Ds Smith (in lucchesia).

Nel frattempo le discariche italiane rischiano di riempirsi di carta da macero. «I prezzi sono scesi sotto il livello sostenibile, le cartiere pagano la metà di quanto pagavano pochi mesi fa», denuncia Giuliano Tarallo, presidente di Unirima, l’associazione delle imprese di recupero e riciclo, che ha scritto una lettera ad Assocarta e ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, invitandoli ad aprire un tavolo per risolvere il problema.

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