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Saras, nel piano 2018-2021 investimenti per 800 milioni

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Saras, nel piano 2018-2021 investimenti per 800 milioni

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Il gruppo Saras archivia l’esercizio 2017 con un utile netto comparable a 217,4 milioni in crescita del 39% sull’anno precedente e il titolo vola a Piazza Affari. Le azioni della società hanno chiuso ieri le contrattazioni a 1,83 euro per azione con un balzo del 7,65%, dopo l’annuncio di un bilancio 2017 con ricavi a 7,69 miliardi in miglioramento rispetto ai 6,87 miliardi del 2016. A livello di redditività il gruppo ha visto un aumento del margine operativo lordo comparable a 522,5 milioni da 506 milioni di euro. L’utile netto reported si è attestato a 240,8 milioni (+23%).

«È per me estremamente difficile parlare dei risultati e del futuro del gruppo senza poter condividere questo compito con mio fratello Gian Marco come è sempre avvenuto. Ma proprio la sua grande passione e dedizione per questa azienda deve spingere tutti noi a dare il meglio e proseguire nel percorso di crescita e prosperità che lui aveva tracciato e che con tanto sacrificio ed impegno ha contribuito a realizzare» ha commentato l’ad Massimo Moratti, proseguendo poi: «Il 2017 è stato un anno fortemente positivo per il Gruppo Saras con l’utile netto che è cresciuto del 23% rispetto all’esercizio precedente ed una posizione finanziaria netta che si conferma saldamente positiva. Il nostro modello di business orientato alla flessibilità operativa e commerciale si è dimostrato vincente anche in un contesto molto complesso specie sul mercato dei grezzi e caratterizzato da dinamiche poco prevedibili».

Il cda ha deciso di sottoporre all’approvazione della prossima assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro per azione, corrispondente al 52% circa del risultato netto comparable, contro la cedola di 0,10 euro dello scorso anno.

Il piano al 2021

Approvato dal board anche il piano industriale 2018-2021 che prevede una generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva pari a 1,95-2,05 miliardi di euro.

«Il piano industriale si pone l’obiettivo di conservare una posizione di leadership nel settore della raffinazione anche nel prossimo decennio e punta all’eccellenza operativa attraverso 800 milioni di euro di investimenti focalizzati sul mantenimento di impianti all’avanguardia, anche grazie al contributo dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione. L’impianto IGCC è un elemento molto importante del nostro sistema industriale. La completa integrazione con la raffineria ne permetterà il pieno sfruttamento anche dopo il 2021 e ci permetterà di cogliere le opportunità che si presenteranno, a partire dalla seconda metà del 2019, con l’introduzione della normativa IMO che ridurrà la percentuale di zolfo dei fumi dei motori marini» ha osservato Moratti.

Sul fronte dell’innovazione dell’azienda, il piano prevede 800 milioni di euro di investimenti che includono gli investimenti ordinari di mantenimento della capacità produttiva, gli interventi per il rispetto delle normative HSE e anche quelli dedicati al miglioramento dell’affidabilità ed alle iniziative di digitalizzazione. D’altra parte la società conferma una politica di remunerazione degli azionisti che prevede il pagamento di dividendi compresi tra il 40% ed il 60% dell'utile netto comparable.

Sul fronte della riorganizzazione interna a seguito della scomparsa del presidente, la società ha comunicato che non ricorrerà alla cooptazione di un nuovo consigliere dal momento che la prossima assemblea dei soci rinnoverà tutto il consiglio.

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