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LA giornata dei mercati

Milano (-1%) la peggiore d'Europa con le banche, ma si salva Leonardo

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Chiusura contrastata per le Borse europee (segui qui l'andamento dei principali indici), con Milano che ha accusato la performance peggiore del Vecchio Continente, appesantita da banche e alcune blue chips. Il FTSE MIBha lasciato sul parterre l'1%. Ad alimentare le vendite è stata la performance di Wall Street, con il Dow Jones in forte ribasso. I timori per una guerra commerciale all’orizzonte, lo stop all’operazione di acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcomm da parte dell'amministrazione Trump e i dubbi sulle future mosse delle principali banche centrali hanno incoraggiato un atteggiamento più cauto da parte degli investitori. Sono passate in secondo piano anche le rassicurazioni del numero uno della Bce, Mario Draghi, che ha confermato che l’Eurotower rimarrà «paziente, persistente e prudente» perché sebbene la ripresa dell'economia si sia sviluppata in modo superiore alle attese, è ancora troppo presto per dichiarare vittoria sull’andamento dell'inflazione.

Banche deboli, tornano dubbi su Npl

Piazza Affari ha risentito della debolezza delle banche nel giorno in cui la Commissione europea è tornata a puntare l'indice sul tema dei crediti in sofferenza. Bruxelles ha infatti indicato la linea per accelerare gli sforzi per ridurre i rischi nel settore bancario nella speranza che se adottato rapidamente possa avvicinare l'accordo tra i governi della zona euro per condividere i rischi finanziari e bancari. Passaggio, quest’ultimo, tuttora bloccato dalla Germania. L'idea di fondo è che le sofferenze bancarie garantite, relative a nuovi prestiti, siano coperte al 100% in 8 anni secondo una progressione lenta: dal 5% il primo anno, al 10% nel secondo, al 17,5% nel terzo, al 27,5% nel quarto, al 40% nel quinto, al 55% nel sesto, al 75% nel settimo, al 100% nell'ottavo. Per le sofferenze non garantite il 100% deve essere raggiunto in due anni partendo dal 35% il primo anno. Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha sottolineato che l'Italia ha compiuto «progressi sostanziali» nella riduzione delle sofferenze bancarie. Il Belpaese, però, è il quarto paese nell’Unione europea come quota più alta di Npl. Banca Pop Er ha perso il 2,2%, Banco Bpm l’1,4% e Intesa Sanpaolol’1,5%. Se Ubi Banca ha lasciato sul parterre il 2,18%, Unicredit ha registrato una flessione dell’1,37%.

Leonardo la migliore delle blue chips

A Piazza Affari si sono mosse al rialzo le Leonardo - Finmeccanica (+1,7%), premiate dopo l’annuncio dell’accordo da oltre 3 miliardi di euro firmato in Qatar con il consorzio NHI di cui la società guidata da Alessandro Profumo è prime contractor. Per altro il contratto finalizzato alla vendita di elicotteri potrebbe essere ulteriormente ampliato in futuro. In più la società ha finalizzato anche un accordo sui prepensionamenti che poi spianerà la strada al piano assunzioni. Sono salite anche Banca Generali(+0,5%) eFinecobank(+0,15%). Luxottica Group ha mantenuto le posizioni

Snam perde quota nel giorno dei conti

Snam Rete Gas ha più volte cambiato la direzione di marcia e alla fine ha chiuso in ribasso dell'1,2%, nel giorno della diffusione dei conti del 2017, archiviati con un utile netto adjusted di 940 milioni (+11,2%). Il consiglio ha inoltre deliberato di proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,2155 euro per azione, di cui 0,0862 euro per azione già distribuiti a titolo di acconto nel mese di gennaio 2018.

Atlantia in retromarcia dopo annuncio accordo con Acs

Atlantia ha accusato una flessione del 2,5% nel giorno dell’annuncio di un’intesa preliminare con Acs e Hochtief per la conquista della spagnola Abertis. Nel dettaglio la società ha raggiunto un’intesa preliminare con Acs, ed Hochtief su Abertis, anche se per adesso non sono ancora stati indicati i dettagli. Intanto quest’oggi Il Sole 24 ore sostiene che i piccoli azionisti di Abertis (15% del capitale) non avrebbero gradito l`offerta congiunta. A questo punto sarà rilevante per il successo dell`operazione la decisione della Caixa, che ha il 20% del capitale e dei fondi istituzionali ed hedge funds che controllano la restante parte del capitale. Gli analisti di Equita sottolineano che «se la governance permettesse ad Atlantia di esprimere il ceo di Abertis e di consolidarla e se l`operazione avesse successo, l'accordo sarebbe una soluzione accettabile per la società perché eviterebbe un rialzo delle offerte». Anche se «andranno verificati quali accordi ci saranno con Hochtief per crescere nei mercati dove la società tedesca è già presente, come Canada, Australi, Usa e Germania».

Telecom e Mediaset in flessione

Ed ancora, è andata male Telecom Italia (-2,2%), mentre gli investitori continuano a interrogarsi sulle future mosse del fondo Elliott, che deve ancora comunicare il numero di azioni che detiene. Il fondo dovrebbe inoltre presentare a stretto giro una eventuale lista di consiglieri che intende proporre per l’ingresso nel cda. Dopo il calo di ieri hanno perso ancora quota leMediaset (-1,9%), sempre penalizzate da un report negativo di Jp Morgan.

Tra le piccole sotto la lente Giglio e Tod's

Fuori dal paniere principale,Tod's ha perso lo 0,8% all’indomani dei risultati del 2017 pubblicati a mercati chiusi e chiusi con un utile netto in calo del 17% a 71 milioni di euro. Sono state premiate le Giglio Group(+5,5%) sull’onda dell’annuncio del passaggio dall’Aim al mercato principale.

Dollaro debole, euro in recupero anche dopo Draghi

Sul mercato valutario, l'euro rimane sotto la soglia di 1,23 dollari (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali valute e qui quello del dollaro), mentre gli investitori si interrogano sulle future mosse delle banche centrali. Intanto oggi è emerso che in Europa, nel quarto trimestre 2017, è stato record di occupati . Eurostat, però, ha inoltre certificato che a gennaio la produzione industriale della zona euro e' calata dell'1% rispetto a dicembre. Su base annua è aumentata del 2,7%. Oltreoceano i prezzi alla produzione negli Stati Uniti nel mese di febbraio sono aumentati dello 0,2% leggermente più delle attese che erano per un incremento dello 0,1%. Le vendite al dettaglio, inoltre, hanno segnato una flessione dello 0,1% a fronte di attese per un rialzo dello 0,3%. In linea con le stime il dato sulle scorte aziendali, che in gennaio sono aumentate dello 0,6%.

Petrolio in cerca d direzione

I prezzi del petrolio hanno più volte cambiato la direzione di marcia dopo l'annuncio del l'aumento superiore alle previsioni dei dati sulle scorte americane. (segui qui l'andamento di Brent e Wti in tempo reale)

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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