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L’anno d’oro di Piazza Affari regala maxi-cedole agli azionisti

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L’anno d’oro di Piazza Affari regala maxi-cedole agli azionisti

(Afp)
(Afp)

Le società a maggior capitalizzazione di Piazza Affari si apprestano a chiudere il bilancio 2017 con un monte utili superiore ai 42 miliardi di euro, che permetterà di remunerare gli azionisti con almeno 17,5 miliardi di euro in cedole. Questa è la cifra che risulta calcolando i profitti netti finora annunciati da 33 società del Ftse Mib (oltre 35 miliardi di euro) con le stime degli analisti per le sette società che ancora non hanno pubblicato il bilancio.

Utili ai livelli pre-crisi
Con i risultati di questo drappello di aziende quotate (tra cui spiccano Enel ed Exor) si chiude una tornata di risultati societari da incorniciare. A meno di sorprese negative da queste ultime il bilancio 2017 promette di essere il migliore dal 2007 per le blue chip italiane. Un risultato che è coinciso con una performance brillante dell'indice Ftse Mib che le rappresenta che, da gennaio 2017 ad oggi, ha registrato un rialzo del 16 per cento. Nello stesso lasso temporale lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato il 3,7 per cento.

GLI UTILI DEL FTSE MIB
Profitti netti aggregati delle società a maggior capitalizzazione della Borsa italiana. In mld €
(*) Il dato 2017 combina i dati ufficiali con le stime degli analisti
(Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati S&P Market Intelligence; elaborazione Il Sole 24 Ore su dati societari)

Dalle banche 17 miliardi
Un contributo decisivo a questa ripresa dei profitti è arrivato dal comparto più rappresentativo: quello delle banche. Il peso preponderante del settore creditizio a Piazza Affari in passato è stato un tallone d'Achille per il listino milanese. Le svalutazioni sui crediti deteriorati registrate in questi anni dagli istituti di credito tra il 2012 e il 2016 sono state superiori ai 40 miliardi di euro. Il processo di risanamento dei bilanci bancari è destinato a durare anni ma si può dire che il peggio sia alle spalle e l'anno scorso, per la prima volta da anni, i conti degli istituti non sono stati affossati dal peso degli accantonamenti sui crediti a rischio e il settore ha portato in dote oltre 17 miliardi di euro di utili. Questi numeri hanno contribuito al rimbalzo del settore in Borsa: +22% da gennaio 2017.

L'exploit di Fca
La performance dei titoli del credito è poca cosa se paragonata a quella del settore auto che, nello stesso lasso di tempo, ha guadagnato addirittura il 77% grazie al traino del suo titolo più rappresentativo: Fiat Chrysler Automobiles: +92%. Se il titolo è andato tanto bene in Borsa è anche perché la casa automobilistica ha archiviato la miglior annata di sempre nel 2017 con un utile netto di 3 miliardi e mezzo di euro. Il terzo maggior risultato a Piazza Affari dopo i 7,3 miliardi di Intesa Sanpaolo e i 5,4 miliardi di Unicredit.
Un miliardo extra da Eni Tra le società che hanno battuto le stime degli analisti in misura maggiore c'è poi Eni. La seconda società per capitalizzazione del listino milanese ha archiviato il 2017 con 3,4 miliardi di euro di utili netti contro i 2,18 messi in conto dagli analisti. Un risultato determinato soprattutto dall'exploit dell'ultimo trimestre dell'anno che ha visto il “cane a sei zampe” registrare 2,1 miliardi di euro di profitti. Anche grazie a questi numeri la società controllata dal Tesoro ha potuto rivedere al rialzo il dividendo portandolo da 80 a 83 centesimi per azione. Si tratta del primo ritocco all'insù della cedola dal 2014 quando, per fare i conti con la crisi del greggio, il colosso petrolifero di Stato fu costretto a una drastica sforbiciata alla voce remunerazione azionisti.

LA TOP 10 DEGLI UTILI ANNUNCIATI A PIAZZA AFFARI
Dati in Milioni di euro,cedola in euro per azione
(Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati S&P Market Intelligence; elaborazione Il Sole 24 Ore su dati societari)

Dividendi al rialzo
Non è stata solo l'Eni ad aumentare la cedola. Il miglioramento del conto economico ha spinto infatti molte società quotate ad essere più generose con i propri azionisti: finora il monte dividendi delle blue chip ammonta a 17,5 miliardi. A fare la parte del leone le grandi banche. Dopo un digiuno durato cinque anni Unicredit è tornata a distribuire un dividendo cash agli azionisti di 32 centesimi per azione. Intesa Sanpaolo, dal canto suo, ha portato la cedola da 17 a 20 centesimi per azione. Generali ha fatto un ritocco da 80 a 85 centesimi, Atlantia da 97 a 1,22, Mediobanca da 27 a 37 centesimi, Poste Italiane è passata da 39 a 42 centesimi. Sul fronte dividendi poi i risparmiatori attendono indicazioni dal settore tradizionalmente più remunerativo: quello delle utilities. Nei prossimi giorni sono attesi i conti di A2a, Terna e soprattutto Enel. Le attese degli analisti sui dividendi della prima società per capitalizzazione sono per un ritocco all'insù da 18 a 23 centesimi per azione.

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