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Sulle Borse venti di guerre commerciali. Wall Street chiude a…

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la giornata dei mercati

Sulle Borse venti di guerre commerciali. Wall Street chiude a -2,52%

Container nel porto di Shanghai (Reuters)
Container nel porto di Shanghai (Reuters)
Andamento titoli
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Il tema dei dazi Usa che il presidente Trump è pronto a introdurre, le preoccupazioni sul settore tecnologico dopo il caso Facebook e i segnali non univoci arrivati dalla Federal Reserve a guida Powell scatenano le vendite in tutta Europa. Mentre a Wall Street l’indice Dow Jones chiude a -2,93% e il Nasdaq a - 2,43 (S&P500 -2,52%) , gli investitori si spostano sui titoli governativi alla ricerca di porti sicuri (0,53% il rendimento del Bund 10 anni, 1,80% quello del Btp pari scadenza). Piazza Affari è stata la peggiore: il FTSE MIB ha chiuso le contrattazioni in calo dell'1,85%. La seduta del mercato azionario è stata penalizzata fin da questa mattina anche dal calo dell'indice tedesco Ifo sulla fiducia delle imprese (a 114,7 punti a marzo) e dall'indebolimento dell'indice Pmi sull'attività manifatturiera nell'eurozona. Le vendite sui mercati azionari hanno colpito in particolare le società delle materie prime e quelle del comparto bancario ma anche i tecnologici e l'auto sono stati penalizzati.

Vendite sui bancari, Mps ko nonostante smentita su nuovo aumento

A Milano, l'indice Ftse Italia Banche è arretrato dell'1,6%. Ko di Banca Mps (-5,2%) nonostante la smentita di Siena su eventuali operazioni di aumento di capitale allo studio. Male anche Ubi (-2,5%), Banco Bpm (-1,9%) e Bper (-1,9%) . Mentre fuori dal Ftse Mib, sono state sotto pressione Creval (-6,7%) e Bca Carige (-2,4%).

Precipita Tenaris su lista esenzioni dazi Usa

Tenaris è crollata (-6,1%) sul tema dei dazi all'importazione che gli Stati Uniti, Paese dove il gruppo dei tubi opera e produce, si apprestano a varare. Il titolo è scattato al ribasso, entrando anche in asta di volatilità, dopo che il rappresentante per il Commercio Usa, Robert Lighthizer, ha spiegato che la Ue, il Brazile, la Corea del Sud, l'Argentina e l'Australia sono esclusi dai dazi sull'acciaio e sull'alluminio mentre negoziano una soluzione definitiva con Washington. Secondo gli operatori a sorprendere, e a penalizzare Tenaris (ma anche Vallourec a Parigi cede il 4%), è l'esclusione dai dazi della Corea del Sud i cui produttori di tubi sono tra i principali competitor di Tenaris e da tempio sotto i riflettori per attività di dumping sui prodotti.

Terna giù dopo piano: broker positivi su lungo termine, dubbi su cedole
Seduta negativa per Terna a Piazza Affari dopo la presentazione dei conti e del piano strategico 2018-2022. A pesare sul titolo, che ha ceduto il 3,71%, ma era arrivato a perdere più del 3,8%, è stato un mix di vari fattori. Da un lato, le prese di beneficio sul titolo dopo la recente salita - visto che Terna ha guadagnato il 5,5% dopo le elezioni del 4 marzo (nello stesso periodo l'Euro Stoxx 600 Utilities ha guadagnato il 3%) e il 5% negli ultimi 30 giorni, contro il +3% dell'indice di settore - dall'altro, il calo odierno generalizzato del mercato azionario, che ha fatto spostare gli investitori sull'obbligazionario; da ultimo, la delusione di una parte di qualche casa di investimento per l'outlook 2018 e per i dividendi. Secondo gli analisti di JPMorgan, sebbene i risultati 2017 siano stati in linea con le attese, le guidance 2018, che prevedono un fatturato netto in rialzo da 2,16 a 2,20 miliardi e un Ebitda di 1,61 miliardi, "sono al di sotto delle stime". Viceversa, "i target del piano al 2022 sono fondati su basi ragionevolmente conservative", solidi e "superiori alle previsioni", con un «outlook positivo di lungo termine». Per quanto riguarda i dividendi, Terna distribuirà una cedola di 22 centesimi per azione per il 2017 e prevede di aumentare il dividendo unitario del 6% medio annuo dal 2018 al 2020 e di distribuire il 75% degli utili nel biennio 2021-22.

Tra le big si salvano solo Mediaset e Campari

Tra le big del listino, positive solo Mediaset e Campari (+0,5%) e piatta Ynap. Male Stmicroelectron (-4,8%) e Fiat Chrysler Automobiles(-3,4%). In evidenza invece Fincantieri (+4,9%) premiata da Banca Akros in vista dell'aggiornamento del piano industriale previsto per il prossimo 27 marzo. Dietrofront sul finale per RaiWay (-2,2%) dopo una seduta vivace grazie ai conti 2017. Terna è caduta del 3,7% nel giorno del piano industriale al 2022 tra prese di beneficio, dopo aver sovraperformato il settore utility nell'ultimo mese, e qualche casa di investimento che si aspettava dividendi ancora più generosi.

Giù le banche tedesche, a Londra balzo Reckitt
Nel resto d'Europa, Francoforte ha lasciato sul terreno l'1,7% nell'indice Dax30 con le banche in fondo al listino: Commerzbank ha ceduto il 6,1% penalizzata da una raccomandazione negativa degli analisti di Kepler Cheuvreux mentre Deutsche Bank è caduta di un altro 3% dopo il ko da -5% legato ai timori espressi ieri dal management sui conti del primo trimestre 2018. Parigi ha perso l'1,38% nel Cac40: in tenuta Carrefour e Pernod Ricard, male Arcelor e Technipfmc. A Londra, dove il Ftse100 ha ceduto l'1,23%, è stata protagonista Reckitt Benckiser: le azioni della società di prodotti per la salute e l'igiene personale hanno guadagnato quasi il 5% dopo l'annuncio della fine delle trattative da parte del gruppo per acquistare le attività relative ai prodotti sanitari di largo consumo di Pfizer.

Esenzioni ai dazi Usa su acciaio e alluminio

Il rappresentante per il Commercio Usa, Robert Lighthizer, ha spiegato che la Ue, il Brasile, la Corea del Sud, l'Argentina e l'Australia sono esclusi dai dazi sull'acciaio e sull'alluminio mentre negoziano una soluzione definitiva con Washington. Il tema del commercio è al centro anche della due giorni del Consiglio europeo, iniziata oggi. A peggiorare ulteriormente l'umore dei mercati è stata l'indiscrezione del New York Times secondo cui l'avvocato di Trump a capo del cosiddetto Russiagate ha dato le dimissioni. Si tratta di John Dowd, contrario a un interrogatorio di Trump da parte di Robert Mueller, il procuratore speciale a capo dell'inchiesta volta a gettare luce sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa e sulla potenziale collusione tra la campagna Trump e Mosca.

Usa, salgono i sussidi alla disoccupazione
Il dato americano sulle richieste alla disoccupazione è risultato peggiore delle attese. Nei sette giorni conclusi il 17 marzo scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione è salito di 3.000 unità a 229.000. Gli analisti attendevano 225.000 unità. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da 159 settimane di fila, la serie migliore dal 1970. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana - relativo alla settimana terminata il 10 marzo, l'ultima per la quale e' disponibile il dato - è calato di 57.000 unità a 1,828 milioni.

Dollaro in recupero, focus sterlina dopo BoE. Petrolio in discesa

Dollaro in recupero, dopo la debolezza della vigilia seguita alla conferenza stampa della Fed dopo la decisione di aumentare il costo del denaro. L'euro/dollaro, che era tornato in prossimità di 1,24 spingendo il dollaro sui minimi da un mese, ha ritracciato verso quota 1,23 (chiudendo a 1,2309) dopo i dati Pmi inferiori alle attese. Seduta sotto i riflettori anche per la sterlina nel giorno in cui la Banca di Inghilterra ha confermato i tassi di interesse allo 0,5% ma lo ha fatto con una decisione non unanime da parte del comitato di politica monetaria. Questo elemento alimenta la possibilità, secondo gli operatori, che nel mese di maggio l'istituto centrale alzi i tassi di interesse per contrastare l'inflazione. Il cambio euro/sterlina ha toccato a metà seduta i minimi da nove mesi circa a 0,867. Petrolio in discesa a 64,67 dollari al barile dopo il balzo di ieri arrivato con la pubblicazione delle scorte Usa.

BTp: rally sui bond sovrani, decennali italiani tengono passo dei Bund
Seduta in forte rialzo per i corsi dei titoli sovrani scambiati sul secondario telematico. I Bund corrono anche nel pomeriggio e i titoli italiani riescono a tenere lo stesso ritmo con lo spread che si allarga solo di un punto base. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT000527480) e il pari scadenza tedesco viene indicato a 127 punti dai 126 punti dell'avvio (125 al closing di mercoledì). La corsa dei titoli sovrani, sia core che periferici, si traduce in una netta contrazione dei rendimenti: il decennale italiano nel finale rende l'1,8% (1,83% stamani e 1,85% alla vigilia).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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