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Telecom, si dimettono in otto e decade il Cda. Reggenza a…

la battaglia fra elliott e vivendi

Telecom, si dimettono in otto e decade il Cda. Reggenza a Bernabé. Elliott: da Vivendi atto cinico ed egoistico

Franco Bernabé (Ansa)
Franco Bernabé (Ansa)
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Colpo di scena al cda Telecom Italia: si dimettono non solo il presidente Arnaud de Puyfontaine e il vice-presidente Giuseppe Recchi, ma - insieme a loro -anche tutti gli altri consiglieri di cui il fondo Elliott aveva chiesto la revoca (Hervè Philippe, Frédéric Crepin, Felicité Herzog, Anna Jones) più Marella Moretti e Camilla Antonini, altri due consiglieri indipendenti in quota francese. Poiché si è dimessa la maggioranza dei consiglieri, otto su quindici, il board decade .

La sfida a Vincent Bolloré del fondo attivista di Paul Singer - che vuole ribaltare la governance di Telecom - slitta quindi al 4 maggio, quando si terrà l'assemblea - appena convocata, per rinnovare l'intero consiglio con il meccanismo del voto di lista. Alla peggio - dovesse andare male la “conta” per i francesi - Vivendi, col suo 23,94%, riuscirebbe comunque a coprire i cinque posti in consiglio riservati alla minoranza.

Nel frattempo la “reggenza” è affidata all'ex ceo Franco Bernabè, nominato vicepresidente e consigliere delegato con le deleghe su sicurezza e Sparkle, lasciate da Recchi, che non potevano essere attribuite a uno straniero.

«Davanti al tentativo di smantellamento di Telecom Italia lanciato da Elliott Management, hedge fund ben noto per le sue iniziative di breve termine, i tre rappresentanti nel consiglio di Tim proposti da Vivendi, che sostiene il piano industriale votato all'unanimità e messo in opera da Amos Genish e dalla sua equipe, hanno deciso di rimettere il loro mandato al voto degli azionisti». Così una nota diffusa da Vivendi ha spiegato le dimissioni dei suoi rappresentanti dal board di Tim. La mossa del gruppo francese viene invece bollata da Elliott come «cinica e al servizio dei suoi interessi», in quanto «ritarda la possibilità degli azionisti di Telecom Italia di esprimere il loro voto nell'assemblea del 24 aprile». «Questo - lamenta il fondo Usa in una nota - è un altro esempio di come i diritti delle minoranze in Telecom Italia siano cancellati e della continua indifferenza alla migliori prassi di governo societario».

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