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Finanza digitale con frode reale

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L'Analisi|analisi

Finanza digitale con frode reale

Altro che Bitcoin e digital coins. Nascosti dalla confusione creata dal boom delle criptovalute, sembra infatti che gli algoritmi fraudolenti nel trading delle opzioni binarie si siano moltiplicati cosi velocemente (e pericolosamente) da trasformare i Bitcoin in un gioco da ragazzi. In realtà, sono ancora una volta il web e la finanza digitale a finire sotto accusa.

Dietro lo stop imposta dall’Esma alla vendita di opzioni binarie ai piccoli investitori c’è infatti uno scenario ormai ben noto: le insidie alla sicurezza del risparmio create non solo dall’unione tra finanza e tecnologia, ma soprattutto dall’elusività delle transazioni digitali su piattaforme globali sparse per il mondo. Nel caso specifico delle opzioni binarie, la sfida che affrontano le authority si gioca su un terreno persino più insidioso di quello delle criptovalute: i derivati non sono per loro natura una truffa, ma la loro vendita indiscriminata e fuorviante ai piccoli investitori ha trovato sul web un terreno estremamente fertile, scatenando ogni genere di manipolazione ai danni delle fasce più deboli del mercato.

La prima ad accorgersi del pericolo rappresentato da questo fenomeno è stata peraltro la Consob, che già ben prima della Mifid 2 ha avviato una battaglia informativa e legale per arginare le truffe delle opzioni binarie vendute su interner: tra i vari casi, ha smascherato due frodi condotte su Facebook da operatori senza scrupoli: Innovative Investment Holding and Progetto Apple vendevano opzioni binarie promettendo ricchezza nel giro di una notte. Ma delle perdite e dei rischi non facevano menzione. Chi è caduto nella trappola ha capito troppo tardi il significato di opzioni “binarie”: a differenza di altri derivati venduti sui mercati dei capitali, qui esistono solo due conclusioni, vincita o perdita. In questo schema di pagamento del «tutto o niente», gli investitori che scommettono su un aumento del prezzo delle azioni vanno in contro a due possibili risultati alla scadenza del contratto: se il valore del bene è aumentato nel periodo prefissato ricevono la somma di denaro prestabilita, in caso contrario non ricevono nulla.

Di truffe online si è sempre sentito parlare, ma i truffatori sono dietro l'angolo e la stessa Consob ha denunciato più volte i limiti che hanno frenato finora il lavoro della vigilanza. L’authority dispone nei confronti degli intermediari comunitari di limitati poteri diretti di vigilanza e/o di intervento. In particolare, sulle banche e imprese d'investimento comunitarie o extracomunitarie con succursale in Italia, la Consob è competente a vigilare soltanto sul rispetto delle regole di comportamento da parte della succursale nello svolgimento dell'attività nei confronti dei clienti italiani.

Discorso diverso vale invece per le banche e imprese d'investimento comunitarie che operano in Italia in libera prestazione di servizi, che rimangono direttamente vigilate dalla sola Autorità del Paese di origine, anche per i comportamenti non corretti posti in essere nei confronti della clientela italiana. In aggiunta a ciò, le controversie in materia di Cfd, rolling spot forex e opzioni binarie tra la clientela italiana e le imprese di investimento comunitarie senza succursale in Italia non possono essere portate davanti al nuovo Arbitro per le Controversie Finanziarie. Come se non bastasse, la stessa Commissione ha segnalato come in Italia vi sia la presenza di un elevatissimo numero di operatori abusivi, ovvero di soggetti sprovvisti di autorizzazione ad operare in Italia, che tuttavia propongono comunque questi contratti tramite internet, senza essere sottoposti a vigilanza amministrativa da parte di alcuna Autorità.

Riassumendo, ciò che ha deciso ora l’Esma è di fatto quanto perorato dalla Consob da almeno due anni a questa parte: l'investimento in Cfd, rolling spot forex e opzioni binarie, non è adatto alla maggior parte degli investitori; tale forma di investimento può comportare perdite anche ben superiori al capitale inizialmente investito; occorre procedere ad avviare l'operatività soltanto dopo aver effettivamente compreso e valutato tutti i rischi connessi all'investimento in parola; è necessario accertarsi sempre che il soggetto offerente sia autorizzato ad operare in Italia, consultando gli appositi elenchi tenuti a cura della Consob (per quanto riguarda le imprese di investimento) e della Banca d'Italia (per quanto riguarda le banche), reperibili sui rispettivi siti istituzionali.

Nei prossimi tre mesi, tanto durerà il provvedimento dell’Esma, si potrà verificare se la forza delle regole europee può tener testa alle nuove sfide della finanza digitale.

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