Finanza & Mercati

Vietata la vendita delle opzioni binarie agli investitori al dettaglio

strumenti finanziari

Vietata la vendita delle opzioni binarie agli investitori al dettaglio

Nei mesi scorsi Plus24 aveva marcato stretto il fenomeno denunciando più volte l’aumento esponenziale delle società che attraverso il web offrono al pubblico indistinto degli investitori sia operazioni in strumenti derivati costruiti su opzioni binarie sia su Cfd (contract for differences). In particolare la Consob ha da tempo avviato un monitoraggio costante del fenomeno tentando di tracciare e bloccare tutti gli operatori «clandestini»: coloro cioè che propongono investimenti in Italia senza essere autorizzati a farlo. Un lavoro complesso, possibile solo grazie alla proattiva collaborazione delle diverse Authorities europee.

Ma c’era bisogno di un segnale più forte. Un segno di rottura sovranazionale nei confronti di un fenomeno pericolosissimo per i risparmiatori che corrono il rischio di diventare ostaggi di operatori senza scrupoli che li ingolosiscono sottacendo i gravissimi pericoli connessi agli investimenti in derivati. Ecco perché l’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha deciso di intervenire colpendo duro e impedendo di fatto a queste società, sovente battenti bandiera cipriota, di operare su questi due tipi di strumenti.

La decisione dell’Esma
Che cosa ha deciso l’Esma, dunque? Di vietare la commercializzazione, la distribuzione e la vendita delle opzioni binarie agli investitori al dettaglio. Mentre per i Cfd (Contract for differences) ha previsto delle specifiche limitazioni. Tra queste la fissazione di limiti degli effetti della leva finanziaria (il moltiplicatore di potenziali guadagni e perdite) al momento dell’apertura delle posizioni, la chiusura in automatico delle stesse posizioni al raggiungimento dei margini (fissazione di un tetto massimo alle perdite) e la proibizione del ricorso a incentivi nonché la previsione di avvisi pubblicati in modo standard sui rischi di questi contratti. Si tratta di interventi che hanno una durata temporale trimestrale e che potrebbero essere rinnovati.

I contratti per differenza
Ma che cosa sono e come funzionano i contratti per differenza? Sono contratti tra due parti nei quali chi compra, a fronte di un pagamento di una percentuale, riceve il rendimento di un attività finanziaria sottostante mentre chi vende il contratto, a fronte dell’incasso della percentuale, si impegna a pagare il rendimento dell’asset sottostante. Le due parti si accordano per scambiarsi il flusso finanziario derivante dalla differenza tra il prezzo di un attività finanziaria sottostante rispettivamente al momento dell’apertura del contratto e al momento della sua chiusura. Attraverso i Cfd si opera quindi sulle differenze di prezzo dei contratti, guadagnando o perdendo a seconda della differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita del sottostante, moltiplicato per il numero di Cfd scambiati.

Le opzioni binarie
Le opzioni binarie invece sono delle specie di scommesse sugli andamenti di prodotti scambiati sul mercato (oro, petrolio metalli preziosi, azioni, indici, eccetera) che prevedono soltanto due risultati possibili, per esempio se il prezzo del prodotto sale o scende, se si mantiene all’interno di un intervallo di prezzo oppure no, o se tocca o non tocca un certo prezzo. L’apparente semplicità di questo strumento lo rende particolarmente insidioso nel caso in cui si trascuri di considerare nell’ambito dell’investimento l’effetto della leva finanziaria. Che cos’è? Si tratta di un amplificatore potenzialmente illimitato sia delle perdite sia dei guadagni. Ciò significa che, in entrambi i casi (sia nel caso dei Cfd sia delle opzioni binarie) si può perdere assai di più di quanto si sia investito.

© Riproduzione riservata