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Processo Veneto Banca, perché finora ha vinto solo il Fisco

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Procedimento penale a Treviso

Processo Veneto Banca, perché finora ha vinto solo il Fisco

Nel processo penale nei confronti di Veneto Banca da rifare ex novo, l’unico “vincitore” al momento è il Fisco italiano: soltanto con le marche da bollo necessarie a ogni adempimento delle 4mila parti civili, infatti, l’Erario ha incassato dai risparmiatori circa 1 milione e 500mila euro (a questa cifra vanno aggiunte le spese di trasferta dei tanti avvocati impegnati, ma in questo caso non vanno nelle casse dello Stato). Denaro, ovviamente, che non verrà restituito agli investitori della banca veneta adesso in Lca (Liquidazione coatta amministrativa) e che ha senz'altro abbondantemente compensato i costi che lo Stato ha sostenuto per portare il processo fino a questo (inutile) traguardo. Ma vediamo perché siamo arrivati a questo punto.

Il colpo di scena
Il 27marzo scorso - dopo quattro mesi dall'inizio del processo penale a Roma per Veneto Banca e dopo due mesi dalla chiamata in causa di Intesa Sanpaolo quale responsabile civile (sempre nel processo penale a Roma) per i danni subiti dai risparmiatori - il Gup della Capitale, Lorenzo Ferri, si è “spogliato” del processo penale riconoscendosi territorialmente incompetente e ha disposto la trasmissione del procedimento stesso alla Procura della Repubblica di Treviso. La quale, se sarà d'accordo con la Procura di Roma, dovrà (ri)chiedere il rinvio a giudizio (perché quello chiesto a Roma non vale appunto più nulla) a un Gup che, a sua volta, potrebbe decidere di non essere territorialmente competente e sollevare così conflitto dinanzi alla Corte di Cassazione. Spetterebbe a quel punto ai supremi giudici mettere fine alla questione, decidendo in via definitiva a chi spetti trattare il processo contro gli ex vertici di Veneto Banca.

Le speranze azzerate (al momento)
Tutte azzerate, quindi, le speranze dei creditori di Veneto Banca. Infatti, per un vincolo di procedura tutto il lavoro fatto dai soggetti danneggiati (per le relative costituzioni di parte civile e per la chiamata in causa di Intesa Sanpaolo) si è vanificato in quanto nella nuova udienza preliminare dovrà essere ripetuto tutto. E così i risparmiatori, danneggiati già una prima volta per aver investito in una banca rivelatisi dopo non solida, in soli quattro mesi hanno ancora sostenuto “perdite” su un'attività improvvisamente divenuta inutile. Insomma, quattro mesi perduti, rispetto a reati la cui prescrizione non è così lontana. Fin qui la nota dolente.

Il trasferimento del processo a Treviso
Per i risparmiatori di Veneto Banca, però, il trasferimento del processo alla Procura di Treviso potrebbe riservare un futuro più roseo. Infatti, gli inquirenti trevigiani - che riceveranno e potranno utilizzare tutti gli atti di indagine svolti dai Pm di Roma - sono già fortemente impegnati sul fronte Veneto Banca in quanto stanno vagliando tutte le denunce per truffa presentate dai
risparmiatori, nell'ambito di un più ampio procedimento in cui vengono ipotizzati anche i reati di associazione per delinquere, false comunicazioni sociali, falso in prospetto e falso nelle relazioni o nelle comunicazioni dei responsabili delle revisione legale. Accuse, cioè, ben più pesanti di quelle che aveva ipotizzato la Procura di Roma.
Non solo. La Procura di Treviso, inoltre, ha anche chiesto al Tribunale fallimentare della stessa città la dichiarazione dello stato di insolvenza di Veneto Banca e la prossima udienza è fissata per il 19 aprile. Se la richiesta dovesse essere accolta, aprirebbe la strada per contestare i reati fallimentari, ancora più gravi di quelli per i quali il procedimento è in corso, con termini di prescrizione incomparabilmente più lunghi.

Per i vostri dubbi sulle banche venete (e non solo queste) è comunque sempre attivo l'indirizzo di posta elettronica filodirettoPlus24@ilsole24ore.com, dove giornalisti ed esperti di «Plus24» risponderanno ai vostri quesiti.
marcello.frisone@ilsole24ore.com

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