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Cdp in manovra con Bofa. Esplodono i volumi su Tim

la battaglia sulle tlc

Cdp in manovra con Bofa. Esplodono i volumi su Tim

La battaglia su Tim tra Vivendi e il fondo Elliott si giocherà nell’assemblea del 24 aprile, ma è entro stasera che le posizioni sul titolo dovranno essere costruite. Insomma, i giochi si fanno in queste ore. E ciò per una questione puramente tecnica: gli acquisti “utili” per il record date del 13 aprile sono quelli effettuati fino a oggi. Dunque solo i titoli accumulati entro questo limite potranno “pesare” nella riunione dei soci, perché gli intermediari impiegano circa due giorni per trasmettere alla società, e dunque a Tim, l’attestazione del possesso dei titoli validi per la partecipazione all’assemblea. Si comprende così l’esplosioni dei volumi di Tim nelle ultime sedute e in particolare ieri: l’azione è salita del 3,04% a Piazza Affari e vale ora 0,88 euro, tra scambi per oltre 405 milioni di pezzi. Si tratta del 2,66% del capitale.

In questo contesto alcune posizioni si sono “regolarizzate”. Il fondo Elliott è formalmente uscito allo scoperto rafforzandosi fino all’8,848% del capitale. Proprio ieri la Consob nelle comunicazioni relative alle partecipazioni rilevanti, ha fornito l’aggiornamento. In particolare, al 15 marzo 2018 Elliott deteneva il 3,75% di Telecom Italia, percentuale salita poi al 5,03% il 3 aprile 2018 e aumentata ancora fino all’8,848% in data 6 aprile 2018. Diverso, invece, per la Cdp che ha annunciato di voler entrare nel capitale di Tim con il 5%. Al momento non c’è alcuna comunicazione ufficiale. Secondo indiscrezioni il braccio finanziario del Tesoro si starebbe muovendo attraverso Bofa (Bank of America - Merrill Lynch), particolarmente attiva negli ultimi giorni sul mercato. Alcune fonti riferiscono di posizioni in derivati costruite dalla banca d’affari americana che garantirebbero già il rotondo pacchetto del 5%. Sul mercato anche Morgan Stanley, soprattutto nella seduta di ieri, sarebbe stata tra i più grossi operatori con quasi 80 milioni di titoli di pezzi intermediati. Un quantitativo che raddoppia se si guarda l’attività da venerdì scorso.

Ieri intanto il Codacons ha presentato l’esposto che aveva preannunciato nel fine settimana contro l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Tim. L’esposto, precisa una nota, è stato presentato alla Consob, alle Procure della Repubblica di Roma e Milano e alla Corte dei Conti, e al suo interno l’associazione chiede di aprire indagini sul caso alla luce di una serie di possibili reati finanziari quali l’aggiotaggio e l’insider trading. In proposito la Consob, si apprende, non avrebbe rivelato criticità per quanto riguarda il regolare andamento degli scambi nella supposta fuga di notizie che anticipava l’intervento di Cdp nel capitale di Telecom.

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