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Alitalia, vendita rinviata di sei mesi. Calenda annuncia la nuova…

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Alitalia, vendita rinviata di sei mesi. Calenda annuncia la nuova proroga

Non ci sono offerte vincolanti per l’acquisto di Alitalia. O meglio, di pezzi dell’attività di Alitalia, visto che nessuno dei tre pretendenti (Lufthansa, easyJet & C., Wizz Air) è interessato a rilevare tutta la compagnia, né l’intera attività di volo. È quanto risulta da fonti autorevoli, all’indomani della scadenza del termine fissato dai tre commissari per la presentazione di offerte vincolanti. Per questo il governo intende rinviare - per la seconda volta - la data del 30 aprile prossimo già fissata per concludere la cessione. Si pensa a un rinvio di sei mesi, a fine ottobre 2018, ha detto ieri il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, dopo aver incontrato i commissari, Luigi Gubitosi (che è anche nel cda della società editrice di questo giornale), Enrico Laghi, Stefano Paleari.

«Non abbiamo ancora deciso, probabilmente la proroga sarà a fine ottobre e deve avvenire con un decreto», ha precisato Calenda. Il decreto verrà emanato la settimana prossima. Verrà rimandato anche il termine per la restituzione del prestito statale di 900 milioni concesso alla compagnia, scade il 30 settembre e «viene spostato entro fine anno», ha detto Calenda.

Il ministero ha detto che «sono state ricevute tre offerte che evidenziano un interesse reale per la compagnia che viene confermato e rafforzato. Una delle tre offerte, in particolare, contiene dei passi avanti concreti in termini di rotte e di personale». Al Sole 24 Ore risulta però che la situazione è più difficile di quella rappresentata dal ministro. I commissari avevano chiesto ai pretendenti di presentare entro il 10 aprile offerte d’acquisto vincolanti («binding»), accompagnate da un impegno a versare il prezzo, fideiussioni e garanzie bancarie, un piano industriale, riferisce una fonte autorevole. Invece nessuno ha presentato un’offerta vincolante né tutta la documentazione richiesta.

Neppure Lufthansa, che ha un discreto interesse per il dossier. I tedeschi hanno confermato la loro visione per una «new Alitalia», nella quale ci sarebbe solo un pezzo dell’attività di volo e solo una parte della flotta attuale, composta da circa 120 aerei. Lufthansa chiede che prima della cessione i commissari facciano una «ristrutturazione». La proposta di Lufthansa comporta da 4.500 a 6mila esuberi, sui 12mila dipendenti totali del gruppo Alitalia, dei quali circa 1.500 sono in cassa integrazione. easyJet ha detto di aver presentato «una manifestazione d’interesse rivista per un’Alitalia ristrutturata», come parte di un consorzio. Non ha fatto i nomi dei compagni di cordata, che sono il fondo Cerberus, Air France-Klm, Delta, un gruppo di dipendenti. I ruoli peraltro sono da chiarire e Air France-Klm ha confermato ieri la puntualizzazione che «non ha piani per acquisire una quota di Alitalia». Wizz Air, più defilata, è interessata solo al breve e medio raggio, più o meno come easyJet.

Calenda ha spiegato di aver «dato mandato ai commissari di proseguire ed approfondire il negoziato con tutti gli offerenti» e che «per consentire tali approfondimenti» verrà emanato il decreto di rinvio della vendita. «Il governo aggiornerà tutte le forze politiche per verificare le rispettive posizioni circa i termini dell’approfondimento del negoziato».

Già il 13 ottobre scorso con il decreto fiscale il governo aveva rinviato al 30 aprile la data per completare la vendita, fissata al 5 novembre 2017. Allora Calenda parlò di «proroga tecnica».

Secondo Calenda «i commissari hanno gestito oculatamente il prestito: tolti i 100 milioni di garanzia alla Iata, il prestito sta lì». Da indiscrezioni risulta però che la gestione Alitalia continua a bruciare cassa, i conti rimangono in rosso e che per preservare il più possibile i 900 milioni del prestito i commissari abbiano ritardato pagamenti ai fornitori (e delle addizionali) e fatto ricorso a sconto di crediti.

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