Finanza & Mercati

Le tensioni in Siria frenano le Borse. A Milano giù Telecom, vola…

la giornata dei mercati

Le tensioni in Siria frenano le Borse. A Milano giù Telecom, vola l’As Roma

  • –Di Cristofaro e
Andamento titoli
Vedi altro


Battuta d'arresto per Piazza Affari, che dopo aver aperto la settimana con due sedute consecutive di rialzo, ha accusato insieme a tutti gli altri listini azionari mondiali (qui gli indici europei e Wall Street) i timori di un'escalation militare della crisi siriana. A Milano il Ftse Mib ha così lasciato sul terreno lo 0,69%. A preoccupare i mercati sono state in particolare le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che in un tweet ha avvertito la Siria, accusata di essere responsabile del presunto attacco chimico di sabato scorso a Douma, e la Russia sua alleata che i missili Usa «stanno arrivando». Tra le blue chip milanesi, gli acquisti hanno premiato i titoli del petrolio, sostenuti dal rincaro del greggio (Saipem+2,08%, Tenaris +1,73%). Debole invece Telecom Italia (-2,89%), mentre il mercato attende novità nello scontro tra il fondo Elliott e Vivendi. I listini hanno così perso terreno dopo che la seduta di ieri era stata invece improntata su un clima di generale risk on sui mercati in scia al discorso rassicurante del Presidente Xi Jinping sul fronte commerciale.

Sul mercato dei cambi, il dollaro perde terreno anche in scia al dato inferiore alle attese sull’inflazione statunitense di marzo. Il biglietto verde scende a 1,2386 per un euro (1,2356 ieri in chiusura) e a 106,72 yen (107,20), mentre l’euro/yen è a 132,17 yen (132,46). Debole il rublo, scambiato a 78,98 per un euro dopo avere toccato il minimo di seduta a 80,1175 e contro la chiusura di ieri a 77,46. I timori di escalation in Siria hanno messo le ali al prezzo del petrolio, sui massimi dal 2014: il future maggio sul Wti sale del 2,4% a 67,08 dollari al barile, mentre la consegna giugno sul Brent guadagna il 2,2% a 72,6 dollari.

Usa, -0,1% prezzi al consumo a marzo, stime erano per dato invariato

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono inaspettatamente calati a marzo per la prima volta dopo sette mesi di fila in rialzo. Il dato potrebbe tranquillizzare i mercati, che a febbraio hanno temuto un aumento dell'inflazione e dunque una Federal Reserve meno accomodante del previsto, ma altre componenti mostrano un aumento delle pressioni inflative. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,1% su base mensile dopo il rialzo dello 0,2% di febbraio e dello 0,5% di gennaio. Le stime erano per una performance invariata. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2% dopo il +0,2% del mese precedente, tanto quanto previsto dagli analisti. Su base annuale il dato generale è cresciuto del 2,4% rispetto al marzo 2017 e dopo il +2,2% di febbraio e il +2,1% di gennaio; il dato "core" è salito su base annua del 2,1% dopo il rialzo dell'1,8% registrato sia a febbraio sia a gennaio, sopra il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%.

Giù Luxottica, Anima penalizzata da accordo Intesa-Poste

A Piazza Affari debole Luxottica Group che risente del downgrade degli analisti di Equita da buy a hold, con target price e stime sui risultati dell'anno ridotte. Prende bruscamente la via del ribasso tra volumi elevati Telecom Italia che soffre delle prese di beneficio dopo il recente rally mentre la partita tra Elliott e Vivendi si sposta sul terreno legale in vista dell'assemblea del 24 aprile. Male anche Mediaset. Banche a due velocità. Intesa Sanpaolo è poco mossa dopo l'annuncio dell'accordo con Poste Italiane per la distribuzione di vari prodotti. In forte calo Anima Holding che con Poste ha un accordo sul risparmio gestito: secondo gli analisti l'accordo tra Eurizon e Poste potrebbe pesare su Anima.

Erg pesante dopo uscita Unicredit, per analisti positivo aumento flottante

Erg in coda al listino milanese ed è arrivata a perdere oltre il 6%. Ieri è stato collocato il 4% della società in mano a Unicredit (circa 6 milioni di azioni) attraverso un accelerated bookbuilding. L'operazione si è chiusa a 18,6 euro per azione con uno sconto del 7,2% sul prezzo di chiusura di ieri. Con il collocamentoUnicredit esce dall'azionariato di Erg. Le azioni messe in vendita sono quelle rivenienti dalla partecipazione in Erg Renew (il 7,14% acquistato a gennaio 2014), poi convertita in azioni Erg nell'ottobre 2016 a un prezzo implicito di 12,8 euro per azione. Il flottante ERg sale al 37,5%. «Positivo a nostro avviso l`aumento del flottante sul titolo - commentano gli analisti di Equita - e la rimozione dell`overhang legato alla quota di Unicredit».

Vola l'As Roma dopo la vittoria sul Barcellona

L'As Roma vola a Piazza Affari dopo l'impresa contro il Barcellona di ieri sera che ha portato la squadra giallorossa in semifinale per la Champions League. Le azioni balzano di quasi il 20% in cima al listino milanese con 4,45 milioni di pezzi già passati di mano, oltre quattro volte la media dell'intera seduta dell'ultimo mese di 1,1 mln. Dopo la sconfitta per 4-1 nella gara di andata dei quarti di finale contro gli spagnoli, i giallorossi ieri sera all'Olimpico hanno sconfitto con tre reti a zero il Barcellona, qualificandosi per la semifinale. Stasera toccherà alla Juventus Fc tentare la rimonta contro il Real Madrid. I bianconeri in trasferta al Bernabeu dovranno ribaltare il 3-0 dell'andata per aggiudicarsi la semifinale.

BoT: assegnati annuali per 6 miliardi, rendimento stabile a -0,399%

Rendimento stabile e buona domanda per i BoT annuali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 12 mesi scadenza 12/04/2019 spuntando un rendimento pari a -0,399%, sostanzialmente invariato rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda che si e' attestata a 9,137 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,52. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 13 aprile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

© Riproduzione riservata